(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - Roma, 25 ago. – "Il delirio della senatrice Antonella Zedda non conosce limiti. Nella scorsa legislatura Marco Croatti era senatore e, dunque, non votò alla Camera la proposta Ceccanti. Non risulta che per l'occasione sia riuscito a trasformarsi in deputato. Croatti votò successivamente al Senato, con voto di fiducia, il complessivo disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 19, già modificato dalla Camera. È cosa ben diversa dal sostenere, come fa Zedda, che abbia votato personalmente la proposta Ceccanti perché considerava illegittimi o privi di copertura parlamentare i Dpcm. La modifica proposta da Ceccanti serviva a rafforzare il confronto politico e il controllo delle Camere sui provvedimenti del Governo. Non dimostrava affatto l'incostituzionalità dei Dpcm. Fu lo stesso Ceccanti a chiarire in Aula che, se si fosse trattato di materie sottoposte a riserva assoluta di legge, i Dpcm sarebbero stati illegittimi e non avrebbe avuto alcun senso 'parlamentarizzarli'. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 198 del 2021, ha poi dichiarato non fondate le questioni sollevate sul decreto-legge n. 19, escludendo che esso avesse conferito al Presidente del Consiglio una funzione legislativa o poteri straordinari. I Dpcm erano atti amministrativi applicativi, adottati entro presupposti, limiti e misure definiti dalla fonte primaria. Ricordiamo benissimo anche l'interrogazione sulle mascherine sottoscritta da Croatti e, particolare che Zedda dimentica, anche da Lanzi. Non soltanto non la rinneghiamo, ma la rivendichiamo. Quell'atto indicava una vicenda determinata, nomi, cifre, intermediari e commissioni sulle quali chiedevamo al Governo di fare chiarezza. Questo è il controllo parlamentare: verificare fatti precisi anche quando a Palazzo Chigi siede il presidente del proprio schieramento. Zedda tenta invece di equiparare quell'interrogazione alla generica affermazione di Bignami secondo cui sarebbero necessari 'venti o trenta fascicoli'. Il paragone non regge. Noi indicammo fatti, persone e circostanze. Bignami continua a evocare reati senza specificare quali sarebbero, chi li avrebbe commessi e su quali prove fonderebbe accuse tanto gravi. Chiedere trasparenza su una fornitura non significa attribuire responsabilità penali a Giuseppe Conte né dimostrare che egli abbia agito arbitrariamente durante la pandemia. Nessun vuoto di memoria o di coerenza, dunque. Semmai un vistoso vuoto di precisione nella ricostruzione di Zedda. Prima di impartire 'brevi lezioni' agli altri, la senatrice dovrebbe conoscere almeno la differenza tra Camera e Senato, tra un emendamento e il voto finale sull'intero provvedimento, per di più accompagnato dalla questione di fiducia. Nel frattempo siamo arrivati alla seconda replica di Fratelli d'Italia, prima Malan e ora Zedda, ma la nostra domanda rimane ancora senza risposta: quali sono i fatti, i nomi, le prove e le ipotesi di reato che, secondo Bignami, meriterebbero venti o trenta fascicoli? Continuano a cambiare argomento, ma delle famose 'cose incredibili' non mostrano ancora nulla". Lo scrivono in una nota Marco Croatti e Gabriele Lanzi, Coordinatori regionali del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna.
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