(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - È morta all’età di 80 anni Dolly Parton, una delle figure più influenti e riconoscibili della storia della musica country americana. La scomparsa è stata annunciata dalla famiglia e confermata da diverse fonti internazionali, tra cui Reuters e Associated Press. Parton è morta a Nashville, nel Tennessee.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo che l’artista aveva parlato pubblicamente dei problemi di salute affrontati nell’ultimo periodo, ribadendo tuttavia la propria volontà di continuare a lavorare e portare a compimento i numerosi progetti ancora in corso. Il nipote Bryan Seaver ha comunicato la morte della cantante attraverso i suoi canali social ufficiali, ricordandone anche la profonda fede cristiana.
Con Dolly Parton scompare una protagonista che ha oltrepassato da tempo i confini della musica country per diventare una vera icona della cultura popolare americana. Cantautrice, interprete, attrice, imprenditrice e filantropa, nel corso di una carriera durata più di sessant’anni ha venduto oltre 100 milioni di dischi e scritto migliaia di canzoni. Reuters le attribuisce 11 Grammy Awards, compreso il Lifetime Achievement Award: un dato che corregge quindi il riferimento ai dieci Grammy contenuto nelle prime informazioni circolate.
Brani come “Jolene”, “Coat of Many Colors”, “9 to 5” e “I Will Always Love You” sono entrati stabilmente nella storia della musica americana. Quest’ultima composizione, scritta da Parton negli anni Settanta al momento della separazione professionale da Porter Wagoner, sarebbe diventata molti anni dopo un successo planetario anche nell’interpretazione di Whitney Houston.
Nata il 19 gennaio 1946 in Tennessee e cresciuta in una famiglia numerosa in condizioni economiche modeste, Parton aveva trasformato le proprie origini rurali in una componente essenziale della sua identità artistica. Alla scrittura musicale aveva affiancato cinema, televisione e attività imprenditoriali, costruendo nel tempo un universo culturale capace di raggiungere pubblici e generazioni differenti.
Altrettanto rilevante è stata la sua attività filantropica. Attraverso la Imagination Library, fondata nel 1995 e ispirata anche dall’esperienza del padre, che non sapeva leggere e scrivere, Parton ha promosso la distribuzione gratuita di libri ai bambini. Il programma è arrivato a distribuire oltre due milioni di volumi al mese in diversi Paesi.
La morte arriva poco più di un anno dopo quella del marito Carl Dean, scomparso nel marzo 2025 all’età di 82 anni. I due erano stati sposati per quasi sessant’anni. Negli ultimi mesi Parton aveva spiegato di avere trascurato alcuni propri problemi di salute mentre si prendeva cura del marito, pur continuando a manifestare pubblicamente determinazione e fiducia nei progetti futuri.
La sua attività artistica, infatti, non si era arrestata. Soltanto il 19 agosto 2026 erano state annunciate 82 nuove certificazioni discografiche internazionali ottenute dal suo repertorio in 14 Paesi, ulteriore testimonianza della capacità delle sue canzoni di raggiungere nuove generazioni a decenni dalla loro pubblicazione.
Tra i progetti destinati a proseguire oltre la sua scomparsa figura “DOLLY: A True Original Musical”, spettacolo autobiografico atteso a Broadway nell’inverno 2026. Il progetto porta sul palcoscenico la storia dell’artista attraverso le canzoni che ne hanno accompagnato la vita e la carriera.
Alla notizia della morte sono seguiti messaggi di cordoglio dal mondo dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni statunitensi. Associated Press riferisce, tra gli altri, anche degli omaggi provenienti dal presidente Donald Trump e da numerose personalità dell’industria musicale.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che, in onore della star della musica country Dolly Parton, scomparsa all’età di 80 anni, avrebbe ordinato che la bandiera americana venisse abbassata in tutto il Paese per una settimana.
In un post su Truth Social, Trump ha descritto Parton come “una delle più grandi cantanti country”, aggiungendo che la sua morte è stata “una vera perdita per milioni di persone”. Parton era nota per canzoni come “Jolene” e “I Will Always Love You”.
Dolly Parton lascia soprattutto un patrimonio musicale che ha attraversato country, pop, gospel, cinema e teatro senza perdere il legame con le proprie radici. La sua capacità di trasformare esperienze intime, povertà, famiglia, amore, separazione e speranza in canzoni universali ne ha fatto una delle autrici più rappresentative della musica americana contemporanea.
La sua eredità, tuttavia, non si esaurisce nelle classifiche e nei riconoscimenti. Dalla musica all’alfabetizzazione infantile, dalla filantropia al cinema, Parton ha costruito nell’arco di oltre mezzo secolo una presenza pubblica capace di oltrepassare divisioni politiche, sociali e generazionali. È questo, insieme alle sue canzoni, il patrimonio con cui il mondo saluta una delle ultime grandi icone della cultura popolare americana.
