(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - La politica estera indiana si muove oggi su un doppio binario complesso. Da un lato, Nuova Delhi ha stretto legami profondi con il governo israeliano. Dall’altro, il governo continua a offrire un concreto supporto umanitario alla popolazione palestinese.
L’esempio più recente è l’accordo per la costruzione di un ospedale specializzato a Jenin. Questa mossa dimostra come la diplomazia indiana cerchi di bilanciare interessi strategici e solidarietà storica.
L’impegno per la Cisgiordania e Gaza
Mercoledì scorso, il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa e il viceministro indiano degli Affari Esteri, Sripriya Ranganathan, hanno inaugurato un progetto importante.
L’India ha firmato un protocollo d’intesa per realizzare un ospedale da 200 posti letto a Jenin, in Cisgiordania. La struttura includerà un centro traumatologico per far fronte alla grave crisi sanitaria locale. Inoltre, la missione diplomatica ha consegnato medicinali essenziali e ha pianificato l’invio di un centro sanitario mobile a Gaza. Questi interventi arrivano in un momento drammatico, segnato da migliaia di interventi chirurgici rinviati e da strutture sanitarie devastate.
Realpolitik e legami strategici con Israele
Nonostante gli aiuti in Cisgiordania, la politica estera indiana è profondamente cambiata negli ultimi anni. Sotto la guida del primo ministro Narendra Modi, i rapporti con Israele si sono intensificati in modo drastico.
- Partnership militare: L’India mantiene una forte cooperazione nel settore della difesa e della tecnologia con Tel Aviv.
- Accuse internazionali: Rapporti recenti, tra cui quelli di Amnesty International, evidenziano la fornitura costante di munizioni e armi a Israele a partire dall’ottobre 2023.
- Silenzio strategico: Nuova Delhi ha scelto un profilo molto cauto riguardo all’offensiva militare a Gaza, allontanandosi gradualmente dal suo tradizionale sostegno incondizionato alla Palestina.
Le critiche interne e l’eredità anticoloniale
Questo doppio gioco diplomatico non passa inosservato all’interno del Paese. Molti attivisti e intellettuali criticano aspramente il governo in carica.
Organizzazioni come il Forum di solidarietà India-Palestina denunciano una presunta complicità di Nuova Delhi. I critici ricordano che l’India, durante la lotta anticoloniale, si identificava fortemente con la causa palestinese e si opponeva alla nascita di Israele nel 1948.
Oggi, tuttavia, la politica estera indiana privilegia la realpolitik. Gli aiuti umanitari servono a preservare il peso diplomatico indiano nel Sud Globale, mentre le alleanze militari rispondono a precise priorità di sicurezza nazionale.
