(AGENPARL) - Roma, 18 Agosto 2026 - "Ci sono pagine della storia di una Nazione che non possono essere cancellate dal tempo, né consegnate all'oblio. Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, un'esplosione provocò quella che possiamo considerare la prima e più sanguinosa strage dell'Italia repubblicana: circa cento persone persero la vita, moltissimi bambini, e oltre cento rimasero ferite durante le gare di nuoto della Coppa Scarioni. Per lunghi decenni Vergarolla, le foibe e il grande esodo degli istriani, fiumani e dalmati – con circa 350.000 italiani costretti a lasciare le proprie case – non hanno avuto nella memoria pubblica lo spazio che meritava. Oggi questa tragedia deve trovare posto nella coscienza collettiva con la stessa dignità riservata alle altre grandi ferite d'Italia. Nel mio impegno istituzionale mi sono sempre battuto affinché vicende per decenni trascurate siano finalmente conosciute dalle nuove generazioni, promuovendo convegni e iniziative nelle Istituzioni. Al centro di questo ricordo spicca la straordinaria figura del dottor Geppino Micheletti, chirurgo dell'ospedale di Pola che, pur avendo perso nell'esplosione i figli Carlo e Renzo di 5 e 9 anni, rimase al suo posto per continuare a operare e salvare i feriti. Un simbolo di eccezionale senso del dovere, coraggio e altruismo, a cui ho voluto dedicare un Premio promosso insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e a FederEsuli; ANVGD – Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; Associazione delle Comunità Istriane; ADIM-LCZE – Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio; AFIM-LCFE – Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio; AIPI-LCPE ODV – Associazione Istriani Polesani Italiani ODV – Libero Comune di Pola in Esilio; Lega Nazionale. Per dare continuità a questo impegno ho presentato anche una proposta di legge alla Camera per l'istituzione del Premio ''Dottor Geppino Micheletti''.
Oggi, mentre celebriamo le nostre atlete e i nostri atleti con l'orgoglio delle medaglie Tricolori, ricordiamo che anche quella domenica del 18 agosto 1946 gli italiani erano andati a Vergarolla proprio per partecipare e assistere alle gare di nuoto, cercando semplicemente una giornata di sport, di festa e di normalità. Quella giornata di vita divenne una giornata di morte. Ottant'anni dopo, ricordare Vergarolla non è soltanto un atto di memoria. È un dovere della Repubblica verso le vittime, i feriti e gli esuli. La memoria nazionale è una sola e Vergarolla appartiene, per sempre, alla memoria dell'Italia".
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