(AGENPARL) - Roma, 18 Agosto 2026 - RICONVERSIONE CIVILE. NO AL DISTRETTO DELL'ECONOMIA DI GUERRA"*"L'esplosione
del 13 agosto alla KNDS Ammo Italy di Colleferro impone di affrontare due
questioni indissolubili: la sicurezza di uno stabilimento a rischio di
incidente rilevante e il futuro industriale della Valle del Sacco, in una
fase in cui la corsa europea al riarmo spinge verso l'aumento della
produzione bellica. Per questo, sabato 22 agosto, Rifondazione Comunista
parteciperà all'assemblea pubblica promossa da Disarmiamoli – Valle del
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma,
Castelli e Litoranea e membro della Direzione nazionale del PRC.
"Chiediamo controlli rigorosi sul rispetto della normativa Seveso e la
massima trasparenza sugli accertamenti svolti. Le autorità competenti
chiariscano quando siano state effettuate le ultime ispezioni, quali
prescrizioni siano state impartite e se siano state puntualmente
rispettate. È fondamentale verificare la tenuta dei sistemi di prevenzione,
i piani di emergenza interni ed esterni e l'adeguatezza dell'informazione
alla popolazione. Lavoratori e cittadini pretendono risposte chiare.
L'incidente di Colleferro pone però una questione ancora più generale:
quale futuro industriale vogliamo per la Valle del Sacco?
La corsa agli armamenti promossa dai governi europei si traduce in maggiore
spesa militare e crescita della produzione di munizioni. Rifondazione
Comunista rifiuta questa prospettiva: Colleferro, Anagni e la Valle del
Sacco non devono diventare il distretto dell'economia di guerra.
Proponiamo un piano pubblico di riconversione civile dell'industria
militare, capace di impiegare competenze, tecnologie e capacità produttive
esistenti per filiere socialmente utili e ambientalmente sostenibili.
Riconvertire non significa chiudere le fabbriche: significa tutelare
l'occupazione, i salari e le professionalità attraverso investimenti
pubblici che garantiscano lavoro senza dipendere dalle guerre.
La Valle del Sacco ha già pagato un prezzo altissimo sul piano ambientale e
attende ancora bonifiche e risanamento. Non può essere messa di fronte
all'inaccettabile ricatto tra salute, sicurezza e lavoro".
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