(AGENPARL) - Roma, 18 Agosto 2026 - Nel panorama globale delle materie prime critiche, la monazite è tornata al centro di una partita geopolitica fondamentale. Considerata storicamente la fonte primaria di elementi di terre rare leggere prima di essere scalzata dalla bastnäsite negli anni ’60, questo minerale fosfato vive oggi una stagione di profonda rivalutazione strategica. La spinta decisiva arriva dalla necessità dei paesi occidentali di diversificare le catene di approvvigionamento per affrancarsi dal monopolio della Cina.
L’Africa: il nuovo fronte strategico dell’Occidente
La riscoperta della monazite ha innescato una vera e propria corsa all’Africa. Per l’Occidente, il continente non è più solo una riserva mineraria, ma un pilastro essenziale per il de-risking industriale. Gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone stanno infatti riversando capitali in depositi che non sono sotto l’influenza diretta di Pechino, cercando di costruire una filiera alternativa autonoma.
Questa strategia non è esente da costi, specialmente a causa della gestione del torio radioattivo. Tuttavia, il rischio di una dipendenza totale dal blocco cinese è oggi considerato una minaccia alla sicurezza nazionale, rendendo i giacimenti africani investimenti strategicamente obbligati.
Composizione e rilevanza industriale
La formula della monazite è (Ce,La,Nd,Th)PO4. Il minerale si concentra nelle sabbie placer e da spiaggia, fornendo lantanidi essenziali per il futuro tecnologico:
- Cerio e Lantano: Fondamentali per catalizzatori e lenti.
- Neodimio e Praseodimio: Irrinunciabili per la produzione di magneti permanenti ad alta efficienza.
Il nodo normativo del torio
Il fattore che per decenni ha frenato la monazite è la presenza di torio, un elemento radioattivo che compone dal 6% al 12% del minerale. La gestione dei rifiuti impone complessità burocratiche elevate. Tuttavia, i nuovi progetti estrattivi stanno dimostrando che, con tecnologie di cracking alcalino all’avanguardia, è possibile trasformare questo limite normativo in un costo operativo gestibile e sostenibile.
I progetti chiave nello scacchiere africano
L’Africa guida oggi la rinascita di questo minerale attraverso progetti ambiziosi:
- Malawi: Il sito di Kangankunde sta già producendo un concentrato premium a basso contenuto di torio.
- Angola: Il deposito di Longonjo punta a una produzione mista su larga scala entro il 2027.
- Nigeria: Detiene una delle riserve globali più estese, ancora in attesa di essere pienamente valorizzata a valle.
In definitiva, la monazite è diventata un tassello chiave della sovranità industriale. Superando i vecchi ostacoli legati alla radioattività, il continente africano si candida a essere l’arbitro della transizione energetica, offrendo alle potenze occidentali l’opportunità di costruire una catena di fornitura sicura e indipendente.
