(AGENPARL) - Roma, 19 Agosto 2026 - Stati Uniti e Regno Unito hanno ribadito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il loro sostegno al processo politico in Libia e agli sforzi della missione ONU, indicando nell’unificazione delle istituzioni, nel bilancio nazionale, nella cooperazione militare e nel rilancio del percorso politico alcuni dei passaggi decisivi per superare la lunga fase di divisione del Paese.
Nel corso della sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione libica, le rappresentanti di Washington e Londra hanno affrontato, da prospettive complementari, le principali questioni politiche, economiche e di sicurezza. Al centro degli interventi è emersa soprattutto la necessità di trasformare gli accordi raggiunti tra le parti libiche in misure concrete, capaci di produrre risultati per la popolazione e di rafforzare la sovranità nazionale.
Stati Uniti: «Progressi significativi» nel dialogo tra est e ovest
La rappresentante degli Stati Uniti presso il Consiglio di Sicurezza ha affermato che sono stati compiuti progressi significativi grazie al continuo coinvolgimento americano con i leader e gli attori libici sia dell’est sia dell’ovest del Paese.
Secondo Washington, questo impegno parte dal principio che il processo di unificazione debba portare benefici all’intera popolazione libica, senza compromettere la sovranità dello Stato.
L’obiettivo dichiarato è favorire un’intesa nazionale che superi le divisioni territoriali e istituzionali consolidate negli ultimi anni e permetta alle diverse componenti libiche di cooperare all’interno di strutture comuni.
Particolare attenzione è stata dedicata ai progressi registrati nel dialogo militare.
Tre passi definiti «concreti e storici»
La rappresentante statunitense ha evidenziato che il dialogo tra i vertici militari dell’est e dell’ovest avrebbe consentito di raggiungere un’intesa su tre iniziative considerate concrete e di portata storica.
La prima riguarda l’istituzione di un consiglio operativo congiunto a Sirte, città che per la sua posizione geografica assume un’importanza particolare nei tentativi di costruire meccanismi di coordinamento tra le diverse componenti militari del Paese.
Il secondo passo prevede la creazione di un centro di addestramento aereo a Misurata, mentre il terzo riguarda la costituzione di un comando integrato congiunto.
Per Washington, questi sviluppi possono contribuire a costruire gradualmente strutture nazionali condivise e a rafforzare il dialogo tra apparati militari rimasti a lungo separati.
Il processo, tuttavia, non viene considerato concluso. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto che resta ancora molto lavoro da fare per raggiungere una vera unità capace di coinvolgere l’intero territorio libico.
Washington sostiene il primo bilancio unificato in 13 anni
Accanto al dossier militare, gli Stati Uniti hanno posto particolare enfasi sulla dimensione economica.
La rappresentante americana ha espresso il sostegno del suo Paese alla piena attuazione del primo bilancio unificato della Libia in 13 anni, considerandolo un passaggio importante nel processo di riunificazione delle istituzioni statali.
La frammentazione politica libica ha infatti avuto profonde conseguenze anche sulla gestione delle finanze pubbliche. In questo contesto, un quadro di bilancio condiviso può rappresentare uno strumento per rafforzare il controllo della spesa, aumentare la trasparenza e garantire una distribuzione più equilibrata delle risorse nazionali.
Washington ha inoltre confermato l’intenzione di proseguire la collaborazione con i responsabili economici libici per promuovere riforme strutturali, migliorare il clima imprenditoriale e favorire gli investimenti.
Il rilancio dell’economia viene così collegato direttamente al percorso di stabilizzazione politica: istituzioni più coordinate e responsabili possono creare condizioni più favorevoli per l’attività economica e per una gestione più efficace delle risorse pubbliche.
Petrolio e contrabbando sotto osservazione
Un altro punto centrale dell’intervento statunitense riguarda le entrate petrolifere e il fenomeno del contrabbando.
La rappresentante americana ha affermato che gli Stati Uniti stanno lavorando a stretto contatto con il gruppo di esperti del Comitato per le sanzioni istituito ai sensi della risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza, con particolare attenzione ai dossier riguardanti le entrate derivanti dal petrolio e le attività di contrabbando.
Si tratta di questioni particolarmente delicate per la Libia, la cui economia continua a dipendere in maniera determinante dagli idrocarburi.
La gestione delle entrate petrolifere è inoltre strettamente collegata al tema dell’equa distribuzione della ricchezza nazionale e alla necessità di impedire che risorse pubbliche vengano sottratte ai circuiti istituzionali.
Secondo la posizione espressa da Washington, questi percorsi economici e di sicurezza non sostituiscono il processo politico delle Nazioni Unite, ma lo integrano.
Gli Stati Uniti hanno quindi riaffermato il loro sostegno a un processo politico guidato dai libici e alla tabella di marcia proposta dalla missione ONU in Libia.
Regno Unito: pieno sostegno agli sforzi di Hanna Tetteh
Anche la rappresentante del Regno Unito presso il Consiglio di Sicurezza ha ribadito il sostegno del proprio Paese all’operato dell’inviata delle Nazioni Unite in Libia, Hanna Tetteh, e agli sforzi compiuti per facilitare l’attuazione della tabella di marcia politica.
Londra ha sottolineato che una parte significativa della popolazione libica continua ad aspirare allo svolgimento delle elezioni e alla creazione di istituzioni nazionali unificate, responsabili e legittimate.
La rappresentante britannica ha pertanto rivolto un appello ai leader libici affinché assumano le proprie responsabilità e lavorino concretamente per attuare gli impegni previsti dalla tabella di marcia.
Londra indica due priorità: bilancio unificato e accordo 4+4
Secondo la posizione britannica, vi sono in particolare due passi fondamentali che i leader libici dovrebbero compiere: procedere con l’attuazione del bilancio unificato e finalizzare l’accordo 4+4.
Il riferimento al meccanismo 4+4 richiama il ruolo del dialogo tra le componenti militari libiche nel tentativo di consolidare il cessate il fuoco, rafforzare il coordinamento nel settore della sicurezza e creare condizioni più favorevoli a una progressiva unificazione delle strutture militari.
Londra considera quindi strettamente collegati il percorso politico, quello economico e quello della sicurezza.
Secondo la rappresentante britannica, infatti, i progressi politici non producono conseguenze soltanto sul funzionamento delle istituzioni, ma possono avere effetti concreti anche sulla vita economica quotidiana della popolazione.
Stabilità politica, dinaro e prezzi del carburante
La diplomatica britannica ha sottolineato il legame tra il funzionamento del processo politico e la stabilità economica della Libia, citando in particolare il dinaro e i prezzi del carburante.
Nella valutazione espressa da Londra, il progresso politico contribuisce alla stabilità generale, mentre il protrarsi dello stallo aumenta le preoccupazioni e le incertezze.
Il messaggio rivolto ai leader libici è quindi quello di evitare che la mancata attuazione degli accordi politici finisca per produrre ulteriori ripercussioni economiche e sociali sulla popolazione.
La rappresentante britannica ha ricordato che, a un anno dall’adozione della tabella di marcia, le sue disposizioni non risultano ancora pienamente attuate, sottolineando la necessità di passare dagli impegni politici alla loro concreta realizzazione.
L’allarme britannico sui crimini legati alla migrazione
L’intervento del Regno Unito ha affrontato anche la questione migratoria e le conseguenze delle attività criminali che sfruttano migranti e persone vulnerabili.
La rappresentante britannica ha avvertito che le forme di criminalità organizzata collegate alla migrazione stanno producendo rischi crescenti sul piano della protezione delle persone.
Tra i fenomeni segnalati figurano molestie, abusi e trasferimenti forzati, pratiche che non costituiscono soltanto una grave questione umanitaria, ma che, secondo Londra, possono contribuire ad alimentare ulteriormente l’instabilità del Paese.
Il dossier migratorio viene quindi inserito in un quadro di sicurezza più ampio, nel quale reti criminali, debolezza istituzionale e instabilità politica possono rafforzarsi reciprocamente.
Washington e Londra convergono sulla necessità di istituzioni unificate
Pur concentrandosi su aspetti differenti, gli interventi di Stati Uniti e Regno Unito mostrano una sostanziale convergenza su alcuni punti centrali.
Entrambi i Paesi sostengono il percorso facilitato dalle Nazioni Unite e ritengono che il superamento delle divisioni tra est e ovest debba passare attraverso istituzioni nazionali unificate, una gestione economica condivisa e progressi concreti nel settore della sicurezza.
Il bilancio unificato emerge come uno degli strumenti considerati prioritari. Allo stesso tempo, il dialogo tra le strutture militari dell’est e dell’ovest viene visto come un elemento indispensabile per rafforzare la sicurezza e la sovranità dello Stato.
Gli Stati Uniti pongono l’accento sui risultati ottenuti attraverso il coinvolgimento diretto con le diverse leadership libiche e sui nuovi meccanismi di cooperazione militare, mentre il Regno Unito insiste sulla necessità di accelerare l’attuazione della tabella di marcia e degli accordi già raggiunti.
La sfida resta trasformare gli accordi in risultati concreti
Il quadro delineato al Consiglio di Sicurezza evidenzia dunque una fase caratterizzata contemporaneamente da segnali di progresso e da ostacoli ancora significativi.
Gli accordi tra rappresentanti militari dell’est e dell’ovest, il tentativo di adottare un bilancio nazionale condiviso e il sostegno internazionale al processo ONU indicano la presenza di spazi per una maggiore cooperazione.
La questione decisiva resta però l’attuazione.
Per Washington e Londra, il percorso verso una Libia stabile non può limitarsi a nuovi accordi formali: deve tradursi in istituzioni funzionanti, maggiore trasparenza economica, cooperazione nel settore della sicurezza, tutela della sovranità nazionale e avanzamento di un processo politico capace di condurre a istituzioni unificate e responsabili.
Il sostegno internazionale rimane quindi legato alla capacità degli attori libici di trasformare il dialogo tra est e ovest in un processo nazionale che produca benefici concreti per l’intera popolazione.
