(AGENPARL) - Roma, 12 Agosto 2026 - L’Ucraina è tornata a denunciare l’impiego di armamenti di fabbricazione nordcoreana da parte delle forze russe nel corso dei recenti raid che hanno colpito il Paese, provocando almeno dieci vittime e decine di feriti. L’accusa si inserisce in un quadro di crescente allarme a Kiev per il rafforzamento della cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang.
L’attacco nel sud-est e l’allarme di Zelensky
Tra le aree più colpite dagli ultimi bombardamenti notturni figura una città nel sud-est dell’Ucraina, dove i funzionari locali — citati dall’agenzia AFP — hanno confermato la morte di sette persone e il ferimento di altre 24.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilanciato l’allarme sulla fornitura di missili balistici da parte della Corea del Nord alla Russia, ribadendo con urgenza la richiesta di un maggiore sostegno da parte dei governi occidentali per potenziare le capacità di difesa aerea di Kiev. Già in passato, analisi investigative e rapporti di agenzie avevano evidenziato l’utilizzo probabile di missili balistici nordcoreani in attacchi mirati sul territorio ucraino.
L’asse Mosca-Pyongyang e il rischio di un’escalation
Le autorità ucraine avvertono che il coinvolgimento militare nordcoreano non si limita alla fornitura di missili e munizioni, ma rischia di espandersi ulteriormente. Nelle scorse ore, Zelensky ha stimato che un numero consistente di truppe nordcoreane — potenzialmente tra le 30.000 e le 50.000 unità — potrebbe essere schierato in territorio russo, alimentando i timori di Kiev e dei suoi alleati occidentali sulla capacità di Mosca di sostenere a lungo termine la campagna di attacchi missilistici e con droni contro le città ucraine.
