(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - bene"
"Non sarebbe necessario interrogare ancora il ministro Urso sull'ex Ilva
perché, secondo lui, va tutto bene, stiamo crescendo e produciamo acciaio.
Eppure i lavoratori restano in cassa integrazione, l'indotto non lavora e
non riceve i pagamenti e le bonifiche ambientali non partono. Urso risponde
come avrebbe fatto nel 2023, quando parlava di rilancio imminente, ma con
il passare degli anni dice le stesse cose: ha solo dimenticato di dare la
colpa ai governi precedenti, agli acquirenti e alla magistratura".
Lo dichiara Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione, intervenuto al
question time alla Camera con il ministro delle Imprese e del Made in Italy
Adolfo Urso.
"Nel 2024 Urso annunciava 6 milioni di tonnellate entro la fine dell'anno,
la riattivazione degli altiforni, la riduzione dal cassa integrazione e la
cessione dello stabilimento. La vendita doveva chiudersi entro il 2024, poi
nel 2025, poi entro marzo e la scorsa settimana eravamo sul filo del
rasoio, guardavamo il giorno dopo la sentenza: poi è arrivata la
magistratura 'distruggendo' tutto, come se non si conoscessero i danni
ambientali prima del 27 luglio. Oggi il ministro fa l'ennesimo tavolo Ilva
parlando di grande opportunità con una cordata italiana finalmente
interessata allo stabilimento: dovremmo quindi ringraziare la magistratura
perché, finalmente, si sono create le condizioni per avere quell'acquirente
che negli anni non è mai arrivato. Delle sue parole e delle prese per i
fondelli anche nei confronti degli italiani non ce ne facciamo nulla" – ha
concluso Benzoni.
