(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - Il futuro capo di Stato colombiano ha annunciato importanti novità in vista del suo insediamento, fissato per il 7 agosto. Oltre al cambio di sede per la cerimonia, l’esecutivo ha confermato una profonda riorganizzazione della rete diplomatica all’estero.
I motivi del cambio di sede per l’investitura
Inizialmente la cerimonia si sarebbe dovuta tenere in una guarnigione militare a Popayán, nel dipartimento del Cauca, per rendere omaggio alle forze armate. Tuttavia, l’idea ha scatenato critiche per i rischi legati alla percezione del potere civile e per problemi logistici insormontabili.
A determinare lo spostamento definitivo a Cali sono state soprattutto le emissioni di cenere del vulcano Puracé, che hanno causato la chiusura ripetuta dell’aeroporto locale. La scelta di Cali punta a garantire un evento sicuro e organizzato in una regione fortemente segnata dal conflitto.
Riavvio della rete diplomatica e chiusura delle ambasciate
Nel suo messaggio alla nazione, il presidente eletto ha confermato che il suo governo procederà con il taglio immediato di quattordici ambasciate e circa quindici consolati, bloccando inoltre l’apertura della missione in Palestina.
- I paesi interessati: Tra le sedi che chiuderanno figurano Algeria, Azerbaigian, Barbados, Cuba, Repubblica Ceca, Etiopia, Ghana, Haiti, Ungheria, Malesia, Nicaragua, Romania, Senegal e Sudafrica.
- Rottura diplomatica: Verranno interrotti i legami ufficiali esclusivamente con Cuba e Nicaragua, definiti “tirannie”, mentre con gli altri Stati non vi sarà una rottura e l’assistenza ai cittadini sarà garantita da ambasciate concorrenti nella regione.
- Razionalizzazione: Saranno unificate le doppie rappresentanze, come quelle in Francia e presso l’Unesco a Parigi o tra l’Italia e la FAO a Roma.
I risparmi ottenuti riducendo i costi della burocrazia saranno reinvestiti in settori strategici come la sicurezza, la salute, l’istruzione e lo sviluppo delle infrastrutture.
