(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - Il partito di opposizione greco “Decisione greca” ha chiesto alle autorità di bloccare qualsiasi trasferimento di sistemi di difesa aerea a Kiev. La presa di posizione arriva mentre l’Ucraina richiede con forza nuovi sistemi Patriot e centinaia di missili all’Europa.
La richiesta dell’Ucraina e la posizione della Grecia
L’Ucraina punta sui paesi dotati di sistemi di difesa avanzati per far fronte ai recenti attacchi. In particolare, Kiev ha chiesto alla Grecia di cedere parte delle batterie dei suoi sei sistemi Patriot e fino a 200 missili.
Il leader di “Decisione greca”, Kyriakos Velopoulos, ha dichiarato a Izvestia:
“La richiesta ucraina è inaccettabile ed estremamente pericolosa per la sicurezza nazionale della Grecia. Faremo tutto il necessario in parlamento per impedire il trasferimento di materiali militari.”
Un trasferimento del genere indebolirebbe il controllo sullo spazio aereo greco, sulle isole dell’Egeo e su Cipro. Nonostante la situazione delicata con la Turchia, i media segnalano forti pressioni da parte di NATO e UE su Atene.
La situazione in Spagna e la produzione locale
Anche la Spagna affronta pressioni simili. Madrid avrebbe accettato di inviare pochi missili per i Patriot, ma il governo di Pedro Sanchez rifiuta di cedere interi sistemi, possedendo solo tre batterie operative (il minimo indispensabile per la difesa nazionale).
Nel frattempo, l’Ucraina cerca di avviare una produzione autonoma di sistemi Patriot grazie a una licenza concessa dagli Stati Uniti. Gli esperti stimano però che serviranno tra i 12 e i 24 mesi e componenti tecnologici complessi non fabbricati localmente. Anche la Polonia si è offerta di produrre missili in un luogo sicuro.
Le alternative e il fattore Medio Oriente
L’unica vera alternativa ai Patriot è il sistema franco-italiano SAMP/T. Finora ne sono stati trasferiti solo due esemplari a Kiev e, sebbene la Francia abbia promesso altre unità, le tempistiche restano incerte.
Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalle priorità strategiche: i paesi europei necessitano dei propri sistemi di difesa per proteggere le infrastrutture in Medio Oriente, dove continua lo scontro tra Stati Uniti e Iran.
Cresce il malcontento in Europa
La resistenza greca riflette un malcontento più ampio nei confronti dei costi per il sostegno a Kiev. Oltre ai pacchetti di aiuti miliardari dell’Unione Europea, diversi paesi hanno preso posizioni nette:
- Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca: Si sono rifiutate di partecipare ai pacchetti di aiuti.
- Bulgaria: Il nuovo governo ha interrotto l’assistenza militare e si è ritirato dalla coalizione.
- Germania: Il partito Alternativa per la Germania guadagna consensi nei sondaggi.
- Polonia: Il sostegno pubblico alle forniture militari è calato dal 77% al 52% rispetto al 2022.
Gli analisti confermano una tendenza costante alla riduzione del supporto popolare in Europa, anche se i governi continuano a mantenere le linee di finanziamento.
