(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2026 - L’Unione Europea alza il muro contro la repressione interna in Iran, mentre Teheran risponde accusando Bruxelles di “ipocrisia” e di complicità nei raid militari.
La tensione diplomatica tra le due sponde si è acuita nelle ultime ore, complice il contesto rovente legato agli equilibri in Medio Oriente.
Le nuove sanzioni dell’Unione Europea
Venerdì Bruxelles ha annunciato un nuovo pacchetto di misure restrittive mirate.
Il capo della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha puntato il dito contro la stretta repressiva del regime. Nel mirino dell’Unione sono finiti diversi giudici iraniani, ritenuti direttamente responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.
Tra le motivazioni delle sanzioni figurano la persecuzione sistematica dei dissidenti politici e la repressione delle minoranze religiose. L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è continuare a chiedere conto ai responsabili delle violazioni, nonostante l’attenzione globale sia calamitata dai conflitti regionali.
La dura replica di Teheran
La risposta del governo iraniano non si è fatta attendere.
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, ha affidato a un duro messaggio sui social la replica ufficiale, bollando le parole di Kaja Kallas come “la forma più pura di ipocrisia”.
Baqaei ha contestato la legittimità delle accuse europee, legandole al supporto logistico e tecnico che l’UE garantirebbe alle azioni militari in Medio Oriente. Secondo la diplomazia iraniana, le denunce sui diritti umani perdono di credibilità di fronte al silenzio di Bruxelles sulle vittime civili dei bombardamenti, definendo la posizione europea “la banalità del male”.
