(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2026 - italiani il caro energia ma non tassa i petrolieri»*
«Mentre il governo si appresta a varare un nuovo taglio delle accise e
torna a parlare di accise mobili, continua a rifiutarsi di colpire gli
extraprofitti delle compagnie petrolifere. Sommando le proroghe dei decreti
carburanti da marzo a luglio 2026, la campagna di riduzione delle accise è
costata quasi 2 miliardi di euro di risorse pubbliche.
Meloni è come lo sceriffo di Nottingham: ha scelto di abbassare il prezzo
dei carburanti con i soldi dei contribuenti invece di tassare i profitti
dei petrolieri. Gli italiani vengono così colpiti due volte: prima
subiscono il caro energia, poi pagano con le proprie tasse gli sconti sulle
accise. Per questo governo contano più i profitti delle compagnie
petrolifere che i bilanci delle famiglie.
La destra continua a distrarre l'opinione pubblica con la legge elettorale
e il settimo decreto sicurezza, mentre non è in grado di dare risposte al
caro energia e alla crescente povertà.
La politica energetica di Meloni è ormai telecomandata dagli interessi di
Trump e delle monarchie del Golfo: tutto ruota intorno al gas e ai
combustibili fossili, mentre vengono ostacolate le rinnovabili. Allo stesso
tempo, il negazionismo climatico del governo presenta il conto agli
italiani: caldo estremo, incendi, siccità, alluvioni e fenomeni
meteorologici sempre più devastanti stanno causando danni economici e
sociali enormi.»
