(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2026 - L’amministrazione di Donald Trump ha registrato un nuovo record nelle politiche migratorie. Nel solo mese di giugno, gli agenti dell’ICE hanno arrestato 43.138 immigrati, portando il totale delle persone nei centri di detenzione a quota 65.765.
La situazione critica ha visto un aumento delle morti in custodia, delle violazioni dei diritti civili e la repressione delle proteste pacifiche.
La strategia e i numeri delle deportazioni
Dall’insediamento della nuova amministrazione nel gennaio 2025, il governo riferisce di aver deportato quasi 600.000 persone.
Il tasso giornaliero di arresti a giugno ha superato quota 1.300. Nei primi undici giorni di luglio la media è salita a 1.474 arresti al giorno, come spiegato dall’esperto dell’Università di Siracusa, Austin Kocher. Il vice capo di gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, preme affinché l’ICE raggiunga quota 2.000 arresti giornalieri, un obiettivo non ancora toccato.
Secondo il quotidiano La Jornada, l’aumento dei fermi deriva da un budget molto più ampio, dall’assunzione di nuovo personale e da una nuova strategia. Questa tattica sfrutta i dati digitali per localizzare i migranti, spinge i tribunali a non prolungare i casi ed espande i controlli nelle aree rurali con la polizia locale.
Crescono le denunce per i diritti umani
Dall’inizio del mandato di Trump, circa 23 persone sono state colpite dagli agenti dell’immigrazione e sei di loro sono morte. Inoltre, 52 immigrati sono morti nei centri di detenzione dell’ICE.
La rappresentante democratica Adelita Grijalva ha definito inaccettabili queste morti, parlando di un modello di abuso e di totale mancanza di trasparenza. Sulla stessa linea la deputata Rashida Tlaib, che ha dichiarato duramente come gli agenti separino le famiglie e rinchiudano le persone in gabbia, arrivando a chiedere l’abolizione dell’agenzia.
