(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - "Una dichiarazione di voto non serve solo a dire come si vota, ma perché. Il nostro no, non è un no a un articolo o a un comma, è un no a un modo di intendere lo Sport. Sotto lo sguardo del ministro Abodi, lo sport italiano si è ridotto a territorio di caccia della politica, a riserva di un manipolo di presidenti-faraoni che si sentono al di sopra di ogni regola, e a un sistema in cui chi dovrebbe reagire finisce per ringraziare chi lo tiene in ostaggio, come una sindrome di Stoccolma dello sport". Lo ha detto in Aula alla Camera Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico, esprimendo il voto contrario del Gruppo Pd al decreto Sport.
"Il ministro – ha aggiunto l'esponente dem – siede in Consiglio dei ministri con Barelli, da 25 anni presidente della Federnuoto, ispiratore dell'emendamento che cancella il limite ai mandati presidenziali; con il sottosegretario Barbaro, presidente dell'ASI; con Durigon, eletto presidente della Lega pallavolo di serie A maschile, quando me l'hanno detto ho pensato a uno scherzo. Non è un caso, è un metodo. Ho depositato il primo febbraio 2024 una proposta di legge che prevede limite ai mandati e incompatibilità con cariche parlamentari e di governo. Il ministro, invece di scardinare quel sistema, lo coccola. Sull'articolo 6 il ministro ha messo in scena Robin Hood al contrario. Ha scippato 10 milioni di euro al progetto Zola, ai settori giovanili e al calcio dilettantistico femminile per darli a 12 società professionistiche, nove delle quali con le spalle coperte da club di serie A maschile. Tra i beneficiari la Lazio del senatore Lotito. Il Pd ha offerto due alternative per trovare più risorse per tutta la filiera del calcio femminile, due volte il ministro ha detto no, invitando a fidarsi di lui. Non ci fidiamo, e non si è fidata nemmeno la sua maggioranza".