(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - Non siamo soddisfatti della risposta del Ministero dell'Ambiente alla nostra interrogazione sui ritardi nei rimborsi degli incentivi PNRR per i veicoli a basse emissioni. Il Ministero non può limitarsi ad addurre generiche anomalie o disallineamenti burocratici per giustificare un ritardo grave ed inaccettabile: la scadenza del 30 giugno, prefissata dallo stesso MASE per il completamento delle liquidazioni, è ormai superata da settimane e i numeri restano allarmanti. Le piccole e medie concessionarie non hanno la capacità di tenuta finanziaria né le strutture organizzative dei grandi gruppi automobilistici. Non si può pretendere un surplus burocratico da imprese di prossimità, chiedendo loro di anticipare lo sconto in fattura per poi lasciarle in attesa dei rimborsi. Di fatto, il governo sta facendo finanziare lo Stato dalle risorse proprie di piccole attività private in un momento critico per l'automotive. Ogni mese di ritardo genera tensioni di liquidità reali che mettono a rischio l'occupazione e la continuità aziendale.
È un nodo decisivo che attiene alla credibilità stessa delle politiche pubbliche. Se lo Stato spinge per la transizione verso la mobilità sostenibile – obiettivo che noi condividiamo – e chiede alle imprese di farsi carico dell'anticipo, per poi venir meno ai propri impegni, il rischio reale è che la prossima volta la rete di vendita rifiuti di applicare lo sconto in fattura, scaricando il danno finale sui consumatori. Non bastano più rassicurazioni generiche sulla 'massima intensità' dei controlli: serve un cronoprogramma vincolante ed esecutivo per evadere celermente le decine di migliaia di pratiche sospese. Come Gruppo PD continueremo a monitorare la situazione passo dopo passo: il settore automotive italiano ha già troppi fronti critici aperti per doversi caricare anche degli inadempimenti dello Stato.
Roma, 23 luglio 2026