(AGENPARL) - Roma, 6 Luglio 2026 - La tregua in Medio Oriente si sgretola. Nella giornata di lunedì 6 luglio 2026, la violenza ha ripreso vigore con nuovi attacchi aerei e operazioni militari che coinvolgono sia la Striscia di Gaza che il Libano meridionale.
Gaza: raid su veicoli e aree residenziali I raid israeliani hanno colpito diversi punti della Striscia. A Khan Younis, un attacco aereo ha centrato un veicolo in Rashid Street, nell’area di Al-Mawasi, causando diverse vittime. Un secondo bombardamento ha colpito un veicolo nei pressi dei mulini palestinesi, a nord della stessa città.
A Gaza City, i caccia israeliani hanno distrutto un edificio residenziale vicino all’Ospedale Giordano, nel quartiere di Tel Al-Hawa. L’attacco ha ucciso Muhammad Fallah Daghmash e sua moglie. Sempre a Gaza, Nasser Al-Awawda è deceduto per le ferite riportate in precedenza a causa del fuoco d’artiglieria a est del villaggio di al-Masdar. Infine, le squadre della Difesa Civile hanno lavorato tra le macerie della Nile Tower per estrarre civili rimasti intrappolati dopo un parziale crollo.
Libano: droni e incursioni di terra Anche il fronte libanese registra un’escalation. A Nabatieh Al-Fawqa, un drone israeliano ha colpito un veicolo in movimento. L’attacco ha causato la morte di quattro persone, tra cui Esperanza Fakhri Ghandour, direttrice di una scuola materna.
Le forze israeliane hanno inoltre condotto incursioni di terra nelle zone di confine. A Haddatha, i testimoni hanno osservato carri armati Merkava e bulldozer D9 impegnati in operazioni di demolizione. Le truppe hanno perlustrato il centro cittadino sparando raffiche di armi automatiche. Operazioni di demolizione sono avvenute anche nella città di Aytaroun.
Le tensioni politiche Il parlamentare libanese Hasan Fadlallah ha rotto il silenzio, criticando duramente le autorità nazionali per la loro gestione della crisi. Fadlallah ha accusato il governo di mantenere un atteggiamento troppo passivo. Ha inoltre contestato le recenti dichiarazioni del premier israeliano su una possibile annessione di villaggi di confine libanesi, definendo l’ipotesi una minaccia diretta alla stabilità e al tessuto nazionale del Paese.
