(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - PRETORIA – Migliaia di persone hanno marciato attraverso il Sudafrica per richiedere la partenza immediata dei cittadini stranieri privi di documenti, al culmine di una campagna di mobilitazione durata settimane. La protesta, che ha visto gruppi di cittadini fissare una scadenza non ufficiale al 30 giugno per l’allontanamento degli stranieri irregolari, ha causato nelle ultime settimane quattro vittime e ha innescato una fuga di massa.
Incidenti e sicurezza
Le forze di polizia sono state dispiegate in forze su tutto il territorio nazionale per gestire le manifestazioni. Nonostante la sorveglianza, si sono registrati incidenti isolati, con lanci di pietre e scontri, in particolare nell’area di Johannesburg, dove le forze di sicurezza hanno dovuto scortare alcuni cittadini stranieri lontano dalla folla. Le autorità hanno segnalato episodi di saccheggio e hanno disposto lo schieramento di unità dell’esercito a Johannesburg e Durban per mantenere l’ordine durante la notte.
Le ragioni della protesta
Il clima di tensione è alimentato da una situazione economica critica: il Sudafrica affronta un tasso di disoccupazione superiore al 30%, un’elevata criminalità e il crollo dei servizi in molte aree del Paese. I gruppi promotori delle proteste accusano gli immigrati illegali di sottrarre posti di lavoro e risorse, una narrazione che, secondo gli analisti, trasforma gli stranieri in capri espiatori per i fallimenti del governo.
La risposta del governo e le rimpatriate
In risposta alla crisi, diversi governi africani – tra cui Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico – hanno avviato operazioni di rimpatrio volontario tramite voli e autobus per i propri cittadini. Secondo il ministro della Giustizia, Mmamoloko Kubayi, negli ultimi giorni quasi 4.300 stranieri sono stati rimpatriati e oltre 400 sono stati deportati. Complessivamente, oltre 25.000 persone sono state processate per la partenza nelle ultime settimane.
Il presidente Cyril Ramaphosa ha annunciato un rafforzamento dei piani governativi per contrastare l’immigrazione illegale, prevedendo ispezioni più rigide alle frontiere. Nel frattempo, migliaia di migranti, in gran parte malawiani e zimbabwesi, rimangono in attesa di assistenza a Città del Capo e Johannesburg, spesso costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per timore di attacchi o sfratti.
