(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - In un momento di profonda trasformazione geopolitica per il Medio Oriente, l’Iraq emerge come snodo cruciale per la diplomazia regionale. Tra il fermento per la gestione della transizione ai vertici dell’Iran e le nuove dinamiche securitarie al confine libanese, Baghdad ha ribadito in queste ore la propria volontà di agire come mediatore neutrale e attore chiave per la stabilità.
Disponibilità a ospitare colloqui USA-Iran
In una dichiarazione rilasciata all’agenzia russa TASS, l’ambasciatore iracheno a Mosca, il Dott. Abdul-Karim Hashim Mostafa, ha confermato la disponibilità del governo di Baghdad a facilitare eventuali nuovi negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran.
Richiamando il precedente storico del 2014, quando l’Iraq ospitò i primi colloqui indiretti tra le due potenze, l’ambasciatore ha sottolineato che, sebbene la volontà politica debba necessariamente risiedere nelle capitali dei due partner, l’Iraq rimane una piattaforma pronta e neutrale. Hashim Mostafa ha inoltre commentato le recenti tensioni, osservando come il conflitto coinvolgente Iran, USA e Israele non abbia, finora, impattato in modo significativo sulla vita quotidiana dei cittadini iracheni, nonostante le criticità legate allo spazio aereo sorvolato dai missili israeliani.
La posizione sull’aggressione in Libano
Sul fronte dei conflitti regionali, l’ambasciatore ha espresso una linea netta: l’Iraq si oppone fermamente all’occupazione israeliana dei territori palestinesi e libanesi, nonché all’aggressione in corso in Libano.
La diplomazia irachena guarda con attenzione agli ultimi sviluppi legati all’accordo quadro annunciato il 26 giugno dal Segretario di Stato americano Marco Rubio. L’intesa, frutto di cinque cicli di negoziati con gli ambasciatori di Israele e Libano a Washington, prevede il progressivo trasferimento del controllo delle aree a nord e a sud del fiume Litani all’esercito regolare libanese, un passaggio che Baghdad osserva come segnale potenzialmente necessario per la de-escalation.
Araghchi a Najaf per i funerali dell’Ayatollah Khamenei
Mentre il fronte diplomatico guarda a Mosca e Washington, sul piano regionale si consuma un momento solenne per la storia dell’Iran e dei suoi rapporti con l’Iraq. Il diplomatico iraniano Araghchi ha concluso lunedì una visita cruciale nella città santa di Najaf, dopo una tappa a Karbala.
L’incontro con il governatore di Najaf, Youssef Kanawi, si è concentrato sugli aspetti organizzativi e logistici del corteo funebre per il defunto leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Il governatore Kanawi ha assicurato la piena mobilitazione delle risorse esecutive, di servizio e di sicurezza della provincia per garantire che la cerimonia si svolga con la massima dignità.
Araghchi ha espresso profonda gratitudine per il supporto dimostrato dalle autorità, dalle autorità religiose e dal popolo di Najaf, definendo questa collaborazione come “una manifestazione dei profondi legami religiosi e umani” che uniscono indissolubilmente il popolo iraniano e quello iracheno. L’evento funebre è atteso come un momento di grande rilevanza storica, destinato a rinsaldare ulteriormente i rapporti di fratellanza tra le due nazioni.
Crediti: Foto Sina Drakshani/Unsplash
