(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - L’energia nucleare è tornata al centro del dibattito internazionale come possibile pilastro della sicurezza energetica e della transizione verso un’economia a basse emissioni. In questa intervista, Denis Bednyagin, docente e ricercatore specializzato in tecnologie nucleari, economia dell’innovazione e politiche energetiche presso la Swiss School of Higher Education, analizza le prospettive del rilancio del nucleare in Italia e in Europa. Dalle sfide economiche e industriali alla cooperazione internazionale, fino al ruolo delle partnership tra imprese, istituzioni e ricerca, Bednyagin offre una riflessione sul futuro dell’energia nucleare e sulle condizioni necessarie per costruire infrastrutture affidabili, competitive e sostenibili.
Domanda. Dott. Bednyagin, l’energia nucleare sta tornando al centro della politica energetica internazionale. Quale ruolo ritiene che le tecnologie nucleari avanzate possano svolgere nel raggiungimento degli obiettivi di sicurezza energetica e decarbonizzazione nei prossimi decenni?
Bednyagin. Un livello più elevato di sicurezza energetica si ottiene attraverso la diversificazione del mix di approvvigionamento energetico. La diversificazione può essere sia tecnologica che geografica. La generazione di energia nucleare è in grado di soddisfare la domanda di elettricità di base su qualsiasi rete elettrica nazionale o regionale, sostenendo al contempo gli obiettivi di politica di decarbonizzazione. La tecnologia nucleare può essere approvvigionata da diversi produttori di apparecchiature originali (OEM) situati in paesi politicamente amici. È quindi un candidato ideale per assumere il ruolo di campione dell'”energia verde” al posto dei pannelli solari e delle turbine eoliche, che soffrono di intermittenza e di elevati costi di integrazione nel sistema.
La reintroduzione dell’energia nucleare in Italia richiederà tempo. Un impatto significativo potrà essere atteso solo dopo che le prime installazioni del loro genere saranno state costruite e pienamente autorizzate all’esercizio. Basandosi sull’esempio della Francia negli anni ’70 e ’80, circa 20-25 GW di capacità di generazione nucleare furono costruiti nell’arco di circa due decenni. È quindi ragionevole ipotizzare che il rilascio delle autorizzazioni e la costruzione di qualsiasi centrale nucleare su scala industriale (>1 GW) in Italia richiederebbero anch’essi almeno un decennio. La costruzione di un parco di centrali nucleari con una capacità combinata di 10-15 GW richiederebbe probabilmente 20 anni o più.

Pertanto, la risposta è sì: la reintroduzione dell’energia nucleare rafforzerà la sicurezza energetica dell’Italia. Tuttavia, ci vorrà molto tempo — più di un decennio — per ottenere un impatto significativo. Contribuirà inoltre al raggiungimento degli obiettivi di politica climatica attraverso una decarbonizzazione reale e misurabile, cosa che purtroppo non avviene per la generazione di energia fotovoltaica solare ed eolica, a causa di problemi di contabilizzazione del carbonio e della mancanza di una corretta valutazione dei loro effetti di riscaldamento sul clima.
Domanda. In qualità di esperto di tecnologie per l’energia nucleare e di economia dell’innovazione nel settore energetico, quali sono, a suo avviso, le principali sfide economiche e industriali che governi e imprese devono affrontare per sostenere lo sviluppo di una nuova generazione di infrastrutture nucleari?
Bednyagin. Il settore dell’energia nucleare deve affrontare tre grandi sfide che ne ostacolano lo sviluppo:
- Elevati costi di capitale rispetto ad altre tecnologie di generazione termica;
- La necessità di una base industriale tecnologicamente avanzata, in grado di produrre componenti di reattori e sistemi ausiliari;
- La carenza di personale tecnico adeguatamente qualificato ed esperto, capace di sovrintendere alle autorizzazioni e alle licenze all’interno delle agenzie governative, nonché alla produzione, alla costruzione in loco, alla messa in servizio e all’esercizio delle centrali nucleari.
La prima sfida potrebbe essere affrontata reindirizzando i flussi finanziari dai progetti solari ed eolici — che hanno credenziali “verdi”, “pulite” e “prive di CO₂” discutibili — verso progetti di energia nucleare genuinamente sostenibili. Un consistente corpus di evidenze scientifiche dimostra che, rispetto agli impianti solari ed eolici, le centrali nucleari hanno un’impronta di carbonio minore, richiedono meno territorio e consumano meno materiali per unità di elettricità generata.
La seconda sfida può essere affrontata solo attraverso la collaborazione internazionale. Per passare dalle aspirazioni alla realtà, ogni progetto energetico su scala industriale deve soddisfare i requisiti di bancabilità. Nessuna banca commerciale fornirà finanziamenti al progetto a meno che non sia coinvolto un appaltatore EPC (Engineering, Procurement and Construction) credibile. Fortunatamente, nonostante diversi decenni di declino nel settore nucleare, esistono ancora alcune grandi società di ingegneria e industriali nei paesi OCSE in grado di assumere responsabilità EPC.
Il consorzio di aziende sudcoreane KEPCO e KHNP ha dimostrato con il progetto della centrale nucleare di Barakah che una centrale nucleare a quattro unità da 1,4 GW può essere costruita in un paese straniero nei tempi previsti e nel rispetto del budget (www.enec.ae/barakah-plant). Un altro affidabile appaltatore EPC è la società canadese AtkinsRéalis, che offre la collaudata tecnologia del reattore ad acqua pesante CANDU, autorizzata e promossa dal governo canadese (www.atkinsrealis.com/en/markets-and-services/markets/nuclear). Vale inoltre la pena sottolineare che AtkinsRéalis è coinvolta nella costruzione della centrale nucleare di Hinkley Point C nel Regno Unito come subappaltatore di EDF.
La terza sfida può anch’essa essere affrontata in modo più efficiente attraverso la collaborazione con aziende riconosciute a livello globale, specializzate nella progettazione e costruzione di centrali nucleari, piuttosto che cercando di sviluppare tutte le competenze necessarie a livello nazionale. Tuttavia, i governi nazionali svolgono un ruolo cruciale anche sostenendo l’istruzione nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) rilevanti per il settore nucleare e mantenendo un livello sufficiente di competenza tecnica all’interno dell’autorità nazionale di regolamentazione nucleare.
Domanda. L’odierno incontro tra Sogin e CANDU Energy ha evidenziato il valore della cooperazione internazionale. Quanto sono importanti le partnership tra istituzioni, centri di ricerca e industria per accelerare l’innovazione e costruire un futuro energetico sostenibile?
Bednyagin. Negli ultimi 20 anni, il concetto di open innovation è diventato una delle idee più influenti per spiegare il progresso tecnologico nella società moderna. Esso riconosce l’importanza dei flussi di conoscenza attraverso la collaborazione tra diversi tipi di organizzazioni, tra cui multinazionali, laboratori universitari, startup, imprese statali, agenzie governative e organizzazioni non governative. Oggi, persino le multinazionali con ricavi annui di miliardi di euro o dollari faticano a tenere il passo con l’emergere di nuove soluzioni tecnologiche in grado di trasformare radicalmente i processi aziendali consolidati.
I data center per l’intelligenza artificiale ad alta intensità energetica attualmente in costruzione negli Stati Uniti offrono un eccellente esempio di come la cooperazione — anche tra concorrenti — possa guidare l’innovazione. Aziende come SpaceX di Elon Musk, che hanno assicurato una capacità sostanziale di generazione di energia, affittano ora risorse di calcolo ad altri importanti sviluppatori di intelligenza artificiale, tra cui Anthropic e Google (cfr. https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-06-12/spacex-rented-out-computing-after-own-teams-had-trouble-using-it ).
Costruire una nuova centrale nucleare è un’impresa molto più complessa della costruzione di un data center, che si basa in larga misura su apparecchiature standard disponibili in commercio. Data la natura globale della filiera nucleare — dall’estrazione dell’uranio alla fabbricazione del combustibile nucleare — la cooperazione internazionale è ancora più essenziale nel settore nucleare. Il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) dimostra che la collaborazione internazionale è l’unico modo pratico per sviluppare tecnologie innovative in grado di garantire forniture energetiche sostenibili per le generazioni future in tutto il mondo.
L’incontro tra SOGIN, la società statale italiana responsabile dello smantellamento delle ex centrali nucleari del paese, e la società canadese AtkinsRéalis, che offre servizi EPC per la costruzione di nuovi reattori nucleari, ha dimostrato una preziosa opportunità di cooperazione che potrebbe apportare sostanziali benefici all’Italia.
- Non è necessario attendere lo sviluppo e la licenza di nuovi concetti di reattore (che si presume siano “avanzati”, sebbene ampiamente testati e per lo più abbandonati negli anni ’60-’80). La costruzione può iniziare immediatamente, una volta selezionato il sito per ospitare la centrale nucleare e ottenuta l’autorizzazione formale per la costruzione di un reattore CANDU collaudato.
- La costruzione di reattori CANDU in partnership con le principali società di ingegneria italiane, quali SOGIN, Ansaldo, Fincantieri, Leonardo e altre, consentirebbe di evitare i “problemi iniziali” tipicamente associati a tecnologie immature che presentano elevati tassi di guasto e bassi fattori di capacità durante i loro primi anni o addirittura decenni di funzionamento.
- AtkinsRéalis ha sia la capacità che la volontà di supportare lo sviluppo e la costruzione di progetti di reattori nucleari modulari “piccoli” (<300 MW) e di medie e grandi dimensioni (500-750 MW) su scala di laboratorio e su scala industriale, già in corso o che potrebbero essere perseguiti in Italia in futuro.
- I reattori CANDU possono essere costruiti in tempi prevedibili (5-10 anni) e a costi ragionevoli. Il mancato ricorso a una tecnologia collaudata supportata da un affidabile appaltatore EPC potrebbe portare a risultati simili a quelli sperimentati dai progetti di reattori veloci autofertilizzanti Phénix e Superphénix. Sebbene tecnicamente validi, questi reattori si sono rivelati alla fine non economici e sono stati disattivati (https://www.gen-4.org/gif/upload/docs/application/pdf/2017-12/gifiv_webinar_phenix_superphenix_final_guidez.pdf ).
- AtkinsRéalis è attiva non solo nella costruzione di centrali nucleari CANDU, ma anche nella progettazione e realizzazione di altri progetti infrastrutturali civili tecnologicamente complessi. Di conseguenza, la cooperazione tra aziende italiane e canadesi potrebbe estendersi ben oltre le centrali nucleari. Varrebbe la pena considerare lo sviluppo congiunto di impianti nucleari accanto ai principali consumatori industriali di elettricità, come data center per l’intelligenza artificiale, impianti di desalinizzazione, impianti di elettrolisi dell’idrogeno, impianti chimici, raffinerie di terre rare e infrastrutture di trasporto multimodale.
Le partnership strategiche che promuovono la cooperazione internazionale nello spirito dell’open innovation si sviluppano al meglio attraverso la comunicazione diretta tra tutti gli stakeholder, inclusi i fornitori di tecnologia, le agenzie governative, le autorità locali, le utilities energetiche, le istituzioni accademiche e il grande pubblico.
Purtroppo, negli ultimi due decenni, le politiche climatiche ed energetiche nell’Unione Europea sono state fortemente influenzate da narrazioni politiche e da pensiero utopistico, con il risultato di smantellare quello che in precedenza era un sistema energetico affidabile, accessibile e relativamente pulito. I trilioni di euro e dollari spesi nella cosiddetta “transizione energetica” non hanno né ridotto le concentrazioni globali di CO₂ atmosferica né impedito il riscaldamento climatico. Sarebbe un errore ripetere lo stesso sbaglio spostando l’attenzione dai grandi reattori nucleari ai reattori modulari — che si presume vengano prodotti in fabbrica — i quali devono ancora affrontare significative sfide tecniche ed economiche irrisolte.
Vi sono troppe questioni pratiche che continuano a essere trascurate dai responsabili delle politiche e dall’industria. Pertanto, organizzare eventi pubblici in cui tutti gli stakeholder possano porre domande pertinenti e ricevere informazioni di prima mano affidabili da fornitori di tecnologia come AtkinsRéalis rappresenterebbe un contributo importante alla costruzione di un futuro energetico sostenibile, non solo per l’Italia ma a livello globale.
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Denis Bednyagin: Nuclear Power Is the Key to Energy Security, Decarbonization, and Industrial Innovation
Question. Dr. Denis Bednyagin, nuclear energy is returning to the center of international energy policy. What role do you believe advanced nuclear technologies can play in achieving energy security and decarbonization goals over the coming decades?
Bednyagin. A higher level of energy security is achieved through the diversification of the energy supply mix. Diversification can be both technological and geographical. Nuclear power generation is capable of meeting baseload electricity demand on any national or regional power grid while also supporting decarbonization policy objectives. Nuclear technology can be sourced from different original equipment manufacturers (OEMs) located in politically friendly countries. Therefore, it is an ideal candidate to take over the role of “green energy” champion from solar panels and wind turbines, which suffer from intermittency and high system integration costs.
The reintroduction of nuclear power in Italy will take time. Any meaningful impact can be expected only after the first-of-a-kind installations have been built and fully licensed for operation. Based on the example of France during the 1970s and 1980s, approximately 20–25 GW of nuclear generating capacity was constructed over about two decades. Therefore, it is reasonable to assume that permitting and constructing any utility-scale (>1 GW) nuclear power plant in Italy would also take at least a decade. Building a fleet of nuclear power plants with a combined capacity of 10–15 GW would likely require 20 years or more.

Therefore, the answer is yes: the reintroduction of nuclear power will strengthen Italy’s energy security. However, it will take considerable time—more than a decade—to achieve a significant impact. It will also contribute to the achievement of climate policy goals through real and measurable decarbonization, which, unfortunately, is not the case for solar photovoltaic and wind power generation because of carbon accounting issues and the lack of proper assessment of their warming effects on the climate.
Question. As an expert in nuclear power technologies and the economics of innovation in the energy sector, what do you see as the main economic and industrial challenges that governments and companies must address to support the development of a new generation of nuclear infrastructure?
Bednyagin. The nuclear energy industry faces three major challenges that hinder its development:
- High capital costs compared with other thermal power generation technologies;
- The need for a technologically advanced industrial base capable of manufacturing reactor components and auxiliary systems;
- A shortage of properly qualified and experienced engineering personnel capable of supervising authorization and licensing within government agencies, as well as the manufacturing, on-site construction, commissioning, and operation of nuclear power plants.
The first challenge could be addressed by redirecting financial flows from solar and wind projects—which have questionable “green,” “clean,” and “CO₂-free” credentials—toward genuinely sustainable nuclear energy projects. A substantial body of scientific evidence demonstrates that, compared with solar and wind installations, nuclear power plants have a smaller carbon footprint, require less land, and consume fewer materials per unit of electricity generated.
The second challenge can only be addressed through international collaboration. To move from aspirations to reality, every utility-scale energy project must satisfy bankability requirements. No commercial bank will provide project financing unless a credible EPC (Engineering, Procurement, and Construction) contractor is involved. Fortunately, despite several decades of decline in the nuclear sector, there are still a number of major engineering and industrial companies in OECD countries capable of undertaking EPC responsibilities.
The consortium of South Korean companies KEPCO and KHNP demonstrated with the Barakah Nuclear Power Plant project that a four-unit, 1.4 GW nuclear power plant can be constructed in a foreign country on schedule and within budget (www.enec.ae/barakah-plant). Another reliable EPC contractor is the Canadian company AtkinsRéalis, which offers the well-proven CANDU heavy-water reactor technology, licensed and promoted by the Canadian government (www.atkinsrealis.com/en/markets-and-services/markets/nuclear). It is also worth noting that AtkinsRéalis is involved in the construction of the Hinkley Point C Nuclear Power Station in the United Kingdom as a subcontractor to EDF.
The third challenge can likewise be addressed more efficiently through collaboration with globally recognized companies specializing in the design and construction of nuclear power plants rather than by attempting to develop all the necessary competencies domestically. Nevertheless, national governments also play a crucial role by supporting education in STEM (science, technology, engineering, and mathematics) disciplines relevant to the nuclear sector and by maintaining sufficient technical expertise within the national nuclear regulatory authority.
Question. Today’s meeting between Sogin and CANDU Energy highlighted the value of international cooperation. How important are partnerships among institutions, research centers, and industry in accelerating innovation and building a sustainable energy future?
Bednyagin. Over the past 20 years, the concept of open innovation has become one of the most influential ideas explaining technological progress in modern society. It recognizes the importance of knowledge flows through collaboration among different types of organizations, including multinational corporations, university laboratories, startups, state-owned enterprises, government agencies, and non-governmental organizations. Today, even multinational corporations with annual revenues of billions of euros or dollars struggle to keep pace with the emergence of new technological solutions that can fundamentally transform established business processes.
The energy-intensive artificial intelligence data centers currently being built in the United States provide an excellent example of how cooperation — even among competitors — can drive innovation. Companies such as Elon Musk’s SpaceX, which have secured substantial power generation capacity, now lease computing resources to other leading AI developers, including Anthropic and Google (see https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-06-12/spacex-rented-out-computing-after-own-teams-had-trouble-using-it).
Building a new nuclear power plant is a far more complex undertaking than constructing a data center, which largely relies on standard off-the-shelf equipment. Given the global nature of the nuclear supply chain—from uranium mining to nuclear fuel fabrication—international cooperation is even more essential in the nuclear sector. The ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) project demonstrates that international collaboration is the only practical way to develop breakthrough technologies capable of ensuring sustainable energy supplies for future generations around the world.
The meeting between SOGIN, the Italian state-owned company responsible for decommissioning the country’s former nuclear power plants, and the Canadian company AtkinsRéalis, which offers EPC services for the construction of new nuclear reactors, demonstrated a valuable opportunity for cooperation that could deliver substantial benefits to Italy.
- There is no need to wait for the development and licensing of new (assumed to be “advanced,” although extensively tested and mostly abandoned back in the 1960s-80s) reactor concepts. Construction can start right away, once the site for hosting the nuclear power plant has been selected and a formal authorization for building a well-proven CANDU reactor has been granted.
- Building CANDU reactors in partnership with leading Italian engineering companies such as SOGIN, Ansaldo, Fincantieri, Leonardo, and others would avoid the “teething problems” typically associated with immature technologies that exhibit high failure rates and low capacity factors during their initial years or even decades of operation.
- AtkinsRéalis has both the capability and the willingness to support the development and construction of first-of-a-kind laboratory-scale and utility-scale “small” (<300 MW) and medium-to-large size (500–750 MW) modular nuclear reactor projects that are already underway or may be pursued in Italy in the future.
- CANDU reactors can be built within a predictable timeframe (5–10 years) and at a reasonable cost. Failing to pursue a proven technology supported by a reliable EPC contractor could lead to outcomes similar to those experienced by the Phénix and Superphénix fast breeder reactor projects. Although technically successful, these reactors ultimately proved uneconomic and were decommissioned (https://www.gen-4.org/gif/upload/docs/application/pdf/2017-12/gifiv_webinar_phenix_superphenix_final_guidez.pdf).
- AtkinsRéalis is active not only in the construction of CANDU nuclear power plants but also in the design and delivery of other technologically complex civil infrastructure projects. Consequently, cooperation between Italian and Canadian companies could extend well beyond nuclear power plants. It would be worthwhile to consider the joint development of nuclear facilities alongside major industrial electricity consumers, such as AI data centers, desalination plants, hydrogen electrolysis facilities, chemical plants, rare-earth metal refineries, and multimodal transport infrastructure.
Strategic partnerships that promote international cooperation in the spirit of open innovation are best developed through direct communication among all stakeholders, including technology providers, government agencies, local authorities, energy utilities, academic institutions, and the general public.
Unfortunately, over the past two decades, climate and energy policies in the European Union have been heavily influenced by political narratives and wishful thinking, resulting in the dismantling of what was previously a reliable, affordable, and relatively clean energy system. Trillions of euros and dollars spent on the so-called “energy transition” have neither reduced global atmospheric CO₂ concentrations nor prevented climate warming. It would be unfortunate to repeat the same mistake by shifting attention from large nuclear reactors to supposed to be factory-manufactured modular reactors that are facing significant unresolved technical and economic challenges.
There are too many practical issues that continue to be overlooked by the policymakers and industry. Therefore, organizing public events where all stakeholders can ask relevant questions and receive reliable first-hand information from technology providers such as AtkinsRéalis would make an important contribution to building a sustainable energy future, not only for Italy but globally.
