(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, ha avviato una significativa iniziativa diplomatica. Ha inviato lettere ufficiali ai principali leader mondiali, tra cui Papa Leone XIV e il re di Giordania Abdullah II. Le missive sono dirette anche ai capi di Stato di diversi paesi europei e della Russia. Al centro dell’allarme c’è la grave situazione a Gerusalemme Est. In particolare, Abbas denuncia le misure adottate dal Comune israeliano che colpiscono le istituzioni cristiane della città.
Il nodo della tassa “Arnona”
Il punto di attrito, denunciato da Abbas, è il tentativo di imporre la tassa comunale sulla proprietà. È nota come “Arnona” e colpisce le chiese. Questa manovra viene definita dal Presidente palestinese una violazione senza precedenti dello status quo storico e giuridico che regola i luoghi santi. Rappresenta anche un attacco diretto alla presenza cristiana nella parte orientale della città. Abbas ha esortato le autorità ecclesiastiche a non accettare queste misure unilaterali. Ha avvertito che qualsiasi accordo con le autorità israeliane in tal senso metterebbe a rischio lo status giuridico della città e gli accordi bilaterali preesistenti.
Il quadro giuridico internazionale
Nella sua corrispondenza, il leader palestinese ha ribadito un concetto chiave. Gerusalemme gode di uno status giuridico speciale. Questo status è riconosciuto dalla comunità internazionale fin dal piano di partizione delle Nazioni Unite del 1947. Richiamando diverse risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Abbas ha sottolineato un principio cardine. L’acquisizione di territorio tramite la forza è inammissibile. Secondo questa linea, nessuna azione unilaterale israeliana volta ad alterare il carattere, lo status o la composizione demografica di Gerusalemme può essere considerata valida. Non può, inoltre, conferire a Israele sovranità sui luoghi di culto islamici e cristiani.
Diplomazia e impegno globale
L’iniziativa di Abbas ha trovato spazio per rimarcare il ruolo di alcuni attori chiave. Nella lettera al re Abdullah II, il Presidente ha espresso gratitudine per il fermo sostegno giordano alla causa palestinese. Ha ringraziato anche per la custodia hashemita sui luoghi sacri. Analogamente, ha ringraziato la Santa Sede per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Ha elogiato l’impegno costante nella difesa dei diritti delle chiese. In chiusura, Abbas ha ribadito un obiettivo fondamentale. La creazione di uno Stato palestinese sovrano sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, resta l’unica via percorribile. È l’unica strada per una pace giusta, stabile e duratura. Il leader ha auspicato che la comunità internazionale intensifichi l’impegno diplomatico per fermare le misure unilaterali in corso.
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