(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - La tensione interna al Libano esplode in un duro scontro politico. Hezbollah attacca frontalmente il governo libanese per la gestione dei colloqui di Washington. Secondo quanto riportato dall’emittente Press TV, il partito della “Resistenza Islamica” smentisce l’efficacia della mediazione americana e rivendica il ruolo decisivo di Teheran nel fermare l’aggressione israeliana.
L’attacco di Hussein al-Hajj Hassan
Hussein al-Hajj Hassan, parlamentare di spicco e membro dell’ala di Hezbollah, ha espresso critiche pesanti alla rete libanese al-Ahed. Ha denunciato come le decisioni del governo di Beirut siano interpretate come tentativi di normalizzare i rapporti con Israele. Il legislatore ha puntato il dito contro i colloqui diretti a Washington, definendoli “scelte sbagliate” che non hanno prodotto risultati. Ha sottolineato inoltre come il governo sia rimasto in silenzio davanti all’ultima incursione israeliana, che ha causato morti e distruzione nel Paese.
La narrativa della “Resistenza”: merito a Teheran
La posizione di Hezbollah ribalta completamente la visione del governo. Per il gruppo, non è stata la diplomazia americana a fermare il conflitto. Al-Hajj Hassan ha dichiarato che “solo la Repubblica islamica dell’Iran, attraverso la sua diplomazia e la pressione politica e militare, è stata in grado di imporre un cessate il fuoco al nemico”. Il legislatore ha precisato che Teheran ha mantenuto gli impegni presi con il popolo libanese, con il presidente del Parlamento Nabih Berri e con la stessa Resistenza.
Il fallimento delle garanzie USA
Il partito di Hezbollah ha riservato parole durissime per gli Stati Uniti. Secondo le dichiarazioni raccolte da Press TV, le assicurazioni americane, in particolare quelle associate al presidente Donald Trump, si sono rivelate inefficaci. Al contrario, secondo il legislatore, queste garanzie avrebbero concesso a Israele maggiore libertà di azione e distruzione. Hezbollah ha inoltre ricordato che i membri della delegazione libanese a Washington sono stati testimoni delle parole del segretario di Stato Marco Rubio, che ha definito apertamente Hezbollah come un “nemico comune”.
L’approccio di Ali Fayyad
Anche il legislatore Ali Fayyad ha preso una posizione netta a difesa dell’Iran. Ha insistito sul fatto che Teheran sia un “paese amichevole” e che non debba rappresentare una preoccupazione per il governo libanese. Fayyad ha sottolineato che ciò che conta per l’Iran è esclusivamente la sovranità e l’integrità territoriale del Libano. Riferendosi ai negoziati svizzeri e al memorandum tra Iran e USA, Fayyad ha sostenuto che l’approccio della Resistenza è corretto. Ha aggiunto che il sostegno di Teheran aiuta il Libano a limitare la libertà di movimento israeliana e a forzare il ritiro delle truppe.
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