(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - La diplomazia corre, ma la guerra avanza. A Manama, i ministri del Golfo e gli Stati Uniti hanno definito una roadmap strategica per il Libano. Il piano è ambizioso. Prevede la piena sovranità e la stabilità territoriale. Eppure, nel sud del Libano, la realtà sul campo è diametralmente opposta. Il regime israeliano ha violato nuovamente la tregua. Gli attacchi aerei hanno colpito duramente l’area di Nabatieh al-Fawqa.
L’escalation sul terreno
La “Resistenza Islamica” ha reagito immediatamente ai raid. Ha denunciato una violazione flagrante del cessate il fuoco concordato. Le notizie dal fronte parlano di un bilancio drammatico. I raid hanno preso di mira civili inermi sulla strada di Zoter. Le vittime stavano semplicemente ispezionando le proprie abitazioni danneggiate. Questo atto solleva interrogativi pesanti sulla tenuta degli accordi attuali.
La roadmap diplomatica di Manama
Parallelamente, il vertice di Manama traccia un futuro differente. I partecipanti al summit hanno delineato le condizioni necessarie per la pace. Il documento congiunto è molto chiaro. Chiede il disarmo completo di tutte le milizie non statali. Esige che il Libano ripristini il monopolio della forza in tutto il territorio. Inoltre, offre pieno sostegno ai negoziati bilaterali guidati dagli USA. L’obiettivo finale resta la demarcazione definitiva dei confini.
L’approccio rigido verso Teheran
La posizione assunta verso Teheran rimane complessa. Il vertice accoglie con favore il memorandum d’intesa siglato con Washington. Tuttavia, pone condizioni estremamente rigide. Ogni commercio resta revocabile in ogni momento. Gli investimenti dipendono esclusivamente dal comportamento iraniano. L’Iran deve fermare il supporto ai proxy regionali. Deve arrestare, inoltre, lo sviluppo di missili balistici e droni.
Una morsa pericolosa
Il Libano si trova stretto in una morsa letale. Da un lato, le dichiarazioni diplomatiche disegnano uno scenario di stabilità. Dall’altro, i raid aerei continuano a dettare il ritmo degli eventi. Questa discrepanza rende il quadro regionale estremamente instabile. La pace, al momento, resta un obiettivo lontano.
Crediti: Foto DVIDS/Pubblico Dominio
