(AGENPARL) - Roma, 24 Giugno 2026 - OTTAWA – In un contesto globale caratterizzato dalla crescente domanda di elettricità, dalla corsa all’intelligenza artificiale e dalla necessità di garantire sicurezza energetica e riduzione delle emissioni, il Canada ha deciso di rilanciare con forza il proprio programma nucleare nazionale. La nuova Strategia per l’Energia Nucleare presentata dal governo federale segna una delle più ambiziose iniziative energetiche degli ultimi decenni, con l’obiettivo di costruire fino a dieci nuovi grandi reattori e consolidare la posizione del Paese come protagonista della rinascita nucleare mondiale.
La strategia, annunciata dal ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali Tim Hodgson, nasce dalla consapevolezza che il sistema elettrico canadese dovrà affrontare una sfida senza precedenti: raddoppiare la capacità produttiva nei prossimi venticinque anni per sostenere l’elettrificazione dell’economia, l’espansione dell’industria, la crescita dei data center e l’aumento dei consumi legati alle nuove tecnologie digitali.
Dieci nuovi reattori e una nuova sovranità energetica
Il piano prevede che almeno due nuovi grandi reattori siano in costruzione entro il 2035 e che altri cinque siano in fase avanzata di progettazione o sviluppo entro il 2040. L’obiettivo finale è consentire la realizzazione fino a dieci nuovi impianti nucleari sul territorio nazionale.
Per Ottawa, il nucleare non rappresenta soltanto una fonte di energia a basse emissioni di carbonio, ma uno strumento strategico per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese in un mondo segnato da crescenti tensioni geopolitiche e dalla frammentazione delle catene di approvvigionamento globali.
Il governo canadese intende inoltre preservare e rafforzare la propria capacità sovrana di progettare, costruire, gestire e smantellare impianti nucleari, evitando dipendenze tecnologiche esterne che potrebbero compromettere la sicurezza energetica nazionale.
Il ritorno del modello CANDU
Uno degli elementi centrali della strategia riguarda il rilancio della tecnologia nucleare canadese CANDU, considerata uno degli asset industriali più importanti del Paese.
Ottawa punta a sviluppare una nuova generazione di reattori CANDU competitivi entro il 2030 e a promuovere l’esportazione della tecnologia canadese sui mercati internazionali. Il governo mira a conquistare almeno quattro nuovi mercati esteri entro il 2040 e a rafforzare la presenza canadese in numerosi Paesi interessati a sviluppare programmi nucleari civili.
La strategia si inserisce in una fase di forte crescita del settore nucleare mondiale. Oltre trenta Paesi stanno valutando nuovi programmi atomici e decine di governi hanno aderito all’obiettivo internazionale di triplicare la capacità nucleare globale entro il 2050.
Uranio: il vantaggio strategico del Canada
Il Canada dispone di uno dei principali vantaggi competitivi del settore energetico globale: le immense riserve di uranio dell’Athabasca Basin, nella provincia del Saskatchewan.
Attualmente il Paese è il secondo produttore mondiale di uranio e possiede i più ricchi giacimenti ad alta concentrazione del pianeta. Quasi il 90% della produzione viene esportato e il governo intende raddoppiare le esportazioni di uranio entro il 2035 per rispondere alla crescente domanda internazionale.
La strategia prevede inoltre il rafforzamento delle filiere del combustibile nucleare e la costruzione di nuove partnership con Paesi alleati per ridurre la dipendenza dai fornitori considerati geopoliticamente problematici.
Energia, intelligenza artificiale e crescita economica
Dietro il rilancio del nucleare canadese vi è anche una trasformazione strutturale dell’economia globale.
L’espansione dell’intelligenza artificiale, dei centri di calcolo ad alta potenza e delle infrastrutture digitali sta generando una domanda crescente di elettricità stabile e continua. In questo scenario, il nucleare viene considerato una delle poche tecnologie in grado di garantire grandi quantità di energia a basse emissioni senza le limitazioni di intermittenza tipiche delle fonti rinnovabili.
Per il governo canadese, la sicurezza energetica e la competitività industriale del futuro dipenderanno dalla capacità di combinare nucleare, idroelettrico e fonti rinnovabili in un sistema elettrico sempre più integrato.
Una nuova geopolitica dell’energia
La strategia canadese riflette una tendenza più ampia che coinvolge molte economie avanzate. Dopo anni in cui il nucleare sembrava destinato a un progressivo declino, la combinazione di crisi energetiche, decarbonizzazione e competizione tecnologica ha riportato questa fonte al centro delle politiche industriali.
Per Ottawa, il nucleare non è più soltanto una questione ambientale o energetica, ma una leva di politica economica, sicurezza nazionale e influenza internazionale.
Attraverso investimenti in reattori tradizionali, piccoli reattori modulari (SMR), innovazione tecnologica e filiere del combustibile, il Canada punta a trasformarsi in una vera e propria superpotenza energetica del XXI secolo.
La sfida sarà ora tradurre le ambizioni strategiche in progetti concreti, finanziamenti, infrastrutture e tempi di realizzazione. Ma il messaggio lanciato da Ottawa è chiaro: il futuro energetico canadese sarà sempre più nucleare, tecnologico e globale.