(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Dalle piazze di Santiago del Cile arriva una pressione diplomatica senza precedenti. Il gruppo Abogados por Palestina ha avviato oggi la consegna formale di una petizione sostenuta da circa 80.000 firme, indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, per chiedere l’esclusione di Israele dall’organismo multilaterale.
La delegazione, composta dai giuristi Nelson Hadad e Paula Abugattas insieme all’attivista Jihad Shahwan, ha depositato l’istanza presso la sede della CEPAL a Santiago. L’accusa mossa è di una gravità estrema: violazione sistematica dei principi fondanti dell’ONU, mancato rispetto delle risoluzioni sulla soluzione a “due Stati” e responsabilità per i crimini definiti dallo Statuto di Roma.
Il cuore della strategia legale della petizione punta all’attivazione della Risoluzione 377 A (V), nota come Uniting for Peace. L’obiettivo è superare l’impasse del Consiglio di Sicurezza — spesso bloccato dal diritto di veto — permettendo all’Assemblea Generale di intervenire direttamente di fronte a quello che i promotori definiscono un totale fallimento nella gestione della pace globale.
L’iniziativa non si limita al dato numerico delle firme. Si inserisce in un clima di crescente ostilità verso le politiche di Tel Aviv, alimentato anche dalle testimonianze dirette, come quella di Carolina Eltit — reduce dall’esperienza della Flotta umanitaria per Gaza — che ha denunciato abusi e violenze subite durante il fermo. “È importante fermare il sionismo e fare in modo che i governi non siano complici”, ha dichiarato Eltit, sottolineando come la pressione diplomatica stia riportando al centro del dibattito globale la situazione nella Striscia. Questa mossa cilena segna un passo ulteriore: la crisi di legittimità internazionale di Israele si sta spostando dalle proteste di piazza a tentativi di de-istituzionalizzazione formale, un segnale che il fronte contro le politiche del governo Netanyahu sta diventando sempre più aggressivo e organizzato.
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