(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - La stabilità della Siria, la tutela della sua sovranità territoriale e il sostegno al processo di ricostruzione sono stati al centro della sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dedicata agli sviluppi nel Paese mediorientale. Nel corso del dibattito, i rappresentanti di Russia, Cina, Pakistan e Turchia hanno espresso un sostegno convergente agli sforzi di Damasco per consolidare la sicurezza interna e rilanciare l’economia nazionale, chiedendo al contempo la cessazione delle operazioni militari israeliane sul territorio siriano.
Le dichiarazioni evidenziano una crescente attenzione internazionale verso la fase di ripresa che la Siria sta cercando di avviare dopo anni di conflitto, nonché la volontà di diversi attori regionali e globali di favorire condizioni più stabili per la ricostruzione e lo sviluppo.
Mosca: le operazioni israeliane minano la stabilità della Siria
La rappresentante permanente aggiunta della Russia presso le Nazioni Unite, Anna M. Evstigneeva, ha affermato che le continue azioni militari israeliane costituiscono uno dei principali fattori di destabilizzazione del Paese.
Secondo la diplomatica russa, il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza rappresenta una condizione indispensabile per garantire la sicurezza regionale e favorire una soluzione politica duratura.
Evstigneeva ha inoltre richiamato l’attenzione sulla difficile situazione umanitaria che continua a interessare ampie aree della Siria. La cronica insufficienza dei finanziamenti internazionali destinati agli aiuti umanitari, ha spiegato, continua a limitare la capacità di risposta alle esigenze della popolazione civile.
A questa situazione si sono aggiunti recentemente gli effetti delle inondazioni che hanno colpito alcune regioni del Paese, aggravando ulteriormente i problemi legati alla sicurezza alimentare e alle condizioni di vita delle comunità più vulnerabili.
La Cina: priorità alla pace, allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita
Anche la Cina ha ribadito il proprio sostegno alla stabilità della Siria.
L’ambasciatore Fu Cong ha definito la Siria un Paese di grande importanza strategica per il Medio Oriente e ha sottolineato che il ripristino della pace e della sicurezza rappresenta un obiettivo condiviso dalla comunità internazionale.
Secondo il rappresentante cinese, il miglioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione deve restare una priorità assoluta. Fu Cong ha riconosciuto i progressi compiuti dalle autorità siriane in diversi settori e ha invitato la comunità internazionale a rafforzare il sostegno umanitario e i programmi di sviluppo destinati al Paese.
Particolare attenzione è stata dedicata alla questione delle Alture del Golan. Il diplomatico cinese ha ribadito che il territorio rimane parte integrante della Siria secondo il diritto internazionale e ha definito priva di fondamento giuridico la presenza militare israeliana nella zona di separazione.
Pechino ha pertanto chiesto il ritiro delle forze israeliane dal territorio siriano e il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Il Pakistan sostiene gli sforzi di ricostruzione
Nel suo intervento, il rappresentante pakistano Asim Iftikhar Ahmad ha elogiato la leadership siriana per aver mantenuto l’attenzione sulle priorità nazionali e sulla ricostruzione nonostante le difficoltà del contesto regionale.
Secondo Islamabad, la capacità di Damasco di gestire una situazione geopolitica complessa rappresenta un elemento importante per la stabilità dell’intera regione.
Ahmad ha inoltre espresso preoccupazione per le continue violazioni della sovranità siriana, sostenendo che le operazioni israeliane rischiano di compromettere gli sforzi diplomatici e di ricostruzione in corso.
Il Pakistan ha quindi invitato Israele a interrompere gli attacchi e a conformarsi alle risoluzioni adottate dalle Nazioni Unite.
La visione della Turchia: una Siria stabile come ponte tra Asia, Medio Oriente ed Europa
Particolarmente significativa è stata la posizione espressa dalla Turchia, che ha sottolineato il potenziale strategico di una Siria stabile e integrata nei circuiti economici regionali.
Il rappresentante turco ha affermato che le operazioni militari israeliane hanno effetti negativi sulla sicurezza e sul processo di stabilizzazione del Paese e devono cessare.
Ankara ritiene che una Siria pacificata e pienamente funzionante possa svolgere un ruolo fondamentale come piattaforma di collegamento tra il Medio Oriente, la Turchia e l’Europa.
Secondo questa visione, lo sviluppo di reti commerciali, infrastrutture di trasporto, progetti energetici e corridoi logistici potrebbe trasformare la Siria in un nodo strategico per la crescita economica regionale.
Una prospettiva che, secondo la Turchia, apporterebbe benefici non soltanto al popolo siriano ma all’intera area mediterranea e mediorientale.
Sicurezza, ricostruzione e sovranità al centro del dibattito
La sessione del Consiglio di Sicurezza ha evidenziato una convergenza significativa tra diversi attori internazionali sulla necessità di sostenere il processo di stabilizzazione della Siria e di rafforzare le condizioni necessarie per la ripresa economica e sociale del Paese.
Russia, Cina, Pakistan e Turchia hanno posto l’accento su alcuni punti considerati essenziali: il rispetto della sovranità siriana, la cessazione delle operazioni militari israeliane, il rafforzamento dell’assistenza umanitaria e il sostegno agli sforzi di ricostruzione e sviluppo.
In un contesto regionale ancora segnato da tensioni e conflitti, il dibattito alle Nazioni Unite ha confermato come la questione siriana continui a occupare una posizione centrale nell’agenda internazionale, con la stabilità del Paese considerata un elemento chiave per la sicurezza e la prosperità dell’intero Medio Oriente.