(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a riflettersi direttamente sull’economia domestica dell’Unione Europea. I dati di Eurostat relativi a maggio 2026 confermano l’impatto severo della crisi nello Stretto di Hormuz sui prezzi di carburanti e lubrificanti, che segnano un incremento complessivo del 20,7% rispetto allo stesso mese del 2025.
L’impennata dei costi
Dall’inizio del conflitto, avvenuto il 28 febbraio scorso, il blocco del traffico navale nel Golfo ha generato una reazione a catena sui mercati energetici. Dopo i rialzi del 12,9% a marzo e del 20,8% ad aprile, il trend di maggio evidenzia una pressione costante, trainata in particolare dal costo del diesel (+29,0%) e della benzina (+16,2%) su base annua.
Le disparità tra i Paesi UE
L’impatto non è omogeneo in tutto il blocco comunitario. Sono quattro gli Stati membri in cui l’aumento dei prezzi ha superato la soglia del 30%:
- Bulgaria: +33,9%
- Lussemburgo: +32,2%
- Lituania: +30,8%
- Romania: +30,4%
All’opposto, l’Ungheria ha registrato l’aumento più contenuto (+3,5%), mentre l’Italia si attesta su una crescita del 16,9%, un valore inferiore alla media europea.
Dinamiche mensili: il diesel frena, la benzina accelera
L’analisi su base mensile (aprile-maggio 2026) rivela tendenze divergenti. Mentre i prezzi del diesel hanno registrato una flessione media del 5,8% — con cali marcati in Germania (-11,9%) e Grecia (-8,5%) — la benzina ha proseguito la sua corsa, seppur con un incremento più moderato (+0,8% rispetto ad aprile). In Italia, in particolare, la benzina ha segnato una crescita mensile del 6,9%, tra le più alte registrate nell’Unione.
Questi dati confermano come la stabilità energetica europea resti strettamente legata all’evoluzione della crisi in Medio Oriente, con ricadute dirette sul potere d’acquisto dei cittadini che richiedono un monitoraggio costante.
