(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - La Banca centrale europea mantiene alta l’attenzione sulle ripercussioni economiche del conflitto in Iran. Durante l’audizione odierna presso la commissione Affari economici del Parlamento europeo, la presidente Christine Lagarde ha delineato uno scenario in cui, dopo il peso del rincaro energetico, le famiglie europee dovranno prepararsi a un’ulteriore pressione sul costo della vita legata ai generi alimentari.
Il nodo del “caro-spesa”
Rispondendo alle sollecitazioni dell’eurodeputato Ludovit Odor in merito alle prospettive inflazionistiche, Lagarde ha spiegato che la trasmissione dei rincari al settore alimentare è complessa e richiede tempo. Nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz — snodo fondamentale per il transito dei fertilizzanti — abbia finora mostrato effetti contro-intuitivi, con prezzi dei generi alimentari in lieve calo negli ultimi mesi, la BCE non abbassa la guardia. “Crediamo che l’aumento dei costi della spesa richiederà più tempo per materializzarsi”, ha chiarito la presidente, prevedendo che tale dinamica si manifesterà probabilmente “più nel corso del 2027 che nel 2026”.
Politica monetaria: prudenza e approccio “data-dependent”
Sul fronte dei tassi di interesse, la posizione della BCE rimane aperta. Sebbene non vi sia al momento l’intenzione di procedere con ulteriori inasprimenti immediati, Lagarde non ha escluso interventi futuri qualora lo shock inflazionistico dovesse intensificarsi. “Seguiremo un approccio dipendente dai dati”, ha ribadito, sottolineando come l’attuale fase sia differente rispetto a quella seguita allo scoppio della guerra in Ucraina: oggi lo shock appare di portata minore e avviene in un contesto in cui la politica monetaria è già meno accomodante.
Le proiezioni: verso l’obiettivo del 2%
Le stime condivise dall’Eurotower restano, tutto sommato, moderate. I tecnici BCE prevedono un’inflazione complessiva al 3% per il 2026, con una traiettoria discendente al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. Per quanto riguarda la crescita, le proiezioni indicano un Pil reale allo 0,8% per il 2026, con prospettive di ripresa all’1,2% nel 2027 e all’1,5% nel 2028.
“Al momento non riscontriamo prove di un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche”, ha rassicurato Lagarde, precisando che una crescita aggregata dello 0,8% nell’Eurozona non equivale a una stagnazione. Tuttavia, la cautela rimane d’obbligo: le prospettive restano incerte e la fragilità della situazione geopolitica in Medio Oriente impone di monitorare costantemente il rischio di nuove escalation.
