(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Le tensioni nel Corno d’Africa raggiungono un nuovo apice. Rapporti dell’intelligence somala, diffusi dal portale Hiiraan Online, indicano che Israele avrebbe inviato un contingente di circa 50 militari in Somaliland. Stando alle indiscrezioni, Tel Aviv avrebbe optato per soldati di origine africana — prevalentemente etiopi — per garantire una maggiore discrezione operativa sul terreno.
Le posizioni ufficiali La notizia si inserisce in un clima di crescente monitoraggio, seguito al riconoscimento formale dell’indipendenza del Somaliland da parte di Israele, avvenuto il 26 dicembre 2025. Mogadiscio denuncia l’invio di truppe come una violazione della propria sovranità nazionale. Di contro, Hargeisa mantiene una linea prudente: il ministro della Difesa del Somaliland, Mohamed Yusuf Ali, ha escluso la creazione di basi militari israeliane sul territorio, definendo il supporto ricevuto come strettamente limitato all’addestramento delle forze di polizia e militari locali.
Un nodo strategico nel Golfo di Aden Al di là delle smentite, il Somaliland rappresenta per Israele un avamposto di inestimabile valore strategico. La posizione geografica della regione, affacciata sul Golfo di Aden, consente un controllo diretto su rotte marittime globali nevralgiche, diventando un asset fondamentale nel monitoraggio delle minacce regionali e nella proiezione di potenza in un quadrante interessato dalle tensioni con l’Iran e dagli attacchi degli Houthi.
Il consolidamento della cooperazione tra Israele e Hargeisa, ufficializzato anche dai recenti incontri tra i vertici dei due paesi a Gerusalemme, segna una netta frattura negli equilibri geopolitici dell’area, portando al centro del dibattito la stabilità del Corno d’Africa.
Crediti: NOAA’s National Centers for Coastal Ocean Science/Pubblico Dominio
