(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - Democratici votano contro il nuovo Cda
"Sport e Salute doveva essere il principale strumento pubblico per promuovere lo sport di base, l'accesso alla pratica sportiva, il rapporto tra sport e scuola e la cultura del movimento. Oggi, invece, assistiamo al fallimento totale di quella missione". Lo dichiara Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico e deputato dem, motivando in Commissione Cultura e Sport della Camera il voto contrario dei democratici alla governance proposta dalla maggioranza. "Durante l'audizione del Consiglio di amministrazione in Commissione Cultura e Sport della Camera la maggioranza ha chiesto la non pubblicità dei lavori. Tradotto: non ci sarà nessun video né report di quanto è stato detto. Sono state fornite informazioni in modalità 'Istituto Luce' e molte nostre domande sono rimaste inevase" critica Berruto. Il deputato Pd cita, tra le questioni rimaste senza risposta, "il progetto Illumina, finanziato con 32 milioni di euro per realizzare 100 playground in tutta Italia e fermo a un solo playground inaugurato; le modalità e il principio di eleggibilità delle nomine; la gestione dei Giochi della Gioventù, boicottati da moltissime scuole in tutta Italia e la crescita spropositata di consulenze e assunzioni di figure professionali i cui curricula risultano quantomeno inopportuni". "Il Partito Democratico aveva aperto un credito di fiducia nei confronti dell'ad Diego Nepi Molineris votando, nel 2023, favorevolmente alla sua nomina, riconoscendogli fiducia in un ruolo che avrebbe dovuto essere tecnico. Dopo tre anni quel credito di fiducia è totalmente esaurito e superato dai fatti", afferma. "Abbiamo dunque votato contro tutte queste nomine. Quando questa occupazione politica dello sport terminerà, l'unico modo possibile di agire sarà quello di creare una totale discontinuità per riportare Sport e Salute ad essere ciò che deve essere: una società pubblica dedita alla promozione, all'accesso e alla diffusione dello sport. Questa destra di governo ha rinunciato alla missione originaria dell'azienda, trasformandola nel club dell'amichettismo politico. Da motore dello sport italiano, Sport e Salute è diventata un carrozzone che distribuisce incarichi e alimenta logiche di appartenenza invece di investire energie e risorse nella pratica sportiva dei cittadini", conclude Berruto.
Roma, 17 giugno 2026