(AGENPARL) - Roma, 2 Giugno 2026 - Ferrara, 2 giugno 2026
MORTALITÀ PER MORTE IMPROVVISA IN EUROPA. LO STUDIO FERRARESE EVIDENZIA IL CALO NETTO IN ITALIA A FRONTE DI UN AUMENTO CONTINENTALE DEL 31%
Pubblicata dai cardiologi Bertini e Zuin, sulla rivista "The Lancet Regional Health – Europe", l'analisi epidemiologica su 26 Paesi e oltre 53 milioni di decessi: l'Italia è tra i Paesi più virtuosi con una riduzione annua del 6,2%
Questi dati sono stati pubblicati su "The Lancet Regional Health – Europe": l'analisi epidemiologica è stata coordinata dal dott. Marzo Zuin (medico cardiologo presso l'Unità Operativa dell'Ospedale di Cona) e dal prof. Matteo Bertini (Responsabile del Laboratorio di Elettrofisiologia e del Programma di Aritmologia interventistica del Sant'Anna). Il lavoro è stato condotto da un team internazionale e rappresenta la più completa analisi mai realizzata sulla mortalità per morte improvvisa nel territorio europeo, coprendo una popolazione di circa 515 milioni di persone .
Un dato emerso nella ricerca riguarda la distribuzione per fasce d'età: mentre tra i giovani (15-29 anni) il trend appare stabile (+1,6%), l'incremento diventa significativo con l'invecchiamento, toccando il picco del +5,5% annuo nella fascia 60-75 anni e del +4,1% negli over 75 . Geograficamente, l'Europa si presenta frammentata: quello Orientale (+3,4%) e quella Meridionale (+3,3%) hanno subito i rincari maggiori, mentre l' Europa Occidentale ha registrato un calo del 2,6% .
"I dati – evidenzia Zuin – indicano che nazioni come Spagna (+3,3%) e Germania (+2,8%) hanno visto crescere la mortalità per morte improvvisa, in netto contrasto con il risultato italiano. Questa eterogeneità può riflettere disparità nei fattori di rischio : nell'Europa dell'Est, ad esempio, la prevalenza del fumo è del 28% contro il 20% del Nord, e paesi come Romania e Polonia presentano i più alti livelli di obesità e sovrappeso nell'UE. In Italia il calo è netto, ma è fondamentale sottolineare che la nostra regione geografica (il Sud Europa) è in peggioramento, il che impone di mantenere alta l'attenzione sulla prevenzione cardiovascolare e sulla diffusione della defibrillazione precoce , considerando che le donne ricevono spesso meno frequentemente manovre rianimatorie dai passanti ".
Le analisi di sensibilità hanno confermato la solidità dei risultati: escludendo il 2020 (anno condizionato dalla pandemia da COVID-19 ), il trend di crescita europeo resta significativo al +2,8% annuo . Lo studio evidenzia inoltre che la morte improvvisa, pur essendo spesso di origine cardiaca, include una quota superiore a un terzo di cause non cardiache (neurologiche, tossicologiche o polmonari), rendendo complessa la diagnosi in assenza di autopsie , la cui frequenza resta purtroppo molto bassa in tutto il continente.
" Questa ricerca – analizza Bertini -, pur con i limiti legati alla possibile sottostima dei casi non correttamente codificati nei certificati di morte, fornisce una base dati senza precedenti per le politiche sanitarie. Per contrastare l'aumento del 31% della mortalità registrato in Europa, dobbiamo agire su quattro pilastri: uniformare la sorveglianza epidemiologica , potenziare la prevenzione primaria specialmente per le donne che presentano spesso sintomi atipici, investire nei sistemi di emergenza territoriale (disseminazione di defibrillatori sul territorio e sensibilizzare ed istruire i laici al loro utilizzo in caso di necessita' etc…) e promuovere studi che spieghino le cause profonde di queste differenze regionali. Il fatto che la morte improvvisa avvenga ogni 132 secondi in Europa deve spingerci a una strategia multidisciplinare ed equa".

