(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - La Legge 19 agosto 2016, n. 166, conosciuta come Legge Gadda, rappresenta il principale intervento normativo italiano in materia di donazione delle eccedenze alimentari e farmaceutiche e di prevenzione dello spreco. Il legislatore interviene in un quadro già delineato dal d.lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) e dalla Direttiva 2008/98/CE, che collocano la prevenzione dei rifiuti al vertice della gerarchia europea. La legge si propone di tradurre questi principi in strumenti operativi, semplificando le procedure e incentivando comportamenti virtuosi lungo tutta la filiera.
L’articolo 1 definisce un perimetro ampio: riduzione degli sprechi, recupero delle eccedenze, redistribuzione a fini solidaristici, riduzione dell’impatto ambientale e promozione di iniziative informative. È un’impostazione che riconosce la natura multidimensionale del fenomeno: lo spreco alimentare non è solo un problema di inefficienza economica, ma anche un tema sociale e ambientale.
La parte più innovativa della legge è contenuta negli articoli 3, 4, 5 e 6, che disciplinano la cessione gratuita degli alimenti e dei prodotti farmaceutici. Qui il legislatore introduce un regime semplificato, eliminando adempimenti che in passato scoraggiavano le donazioni. È particolarmente rilevante la possibilità di donare prodotti oltre il termine minimo di conservazione (TMC), purché ancora sicuri, superando l’equivoco tra TMC e scadenza. Le modalità di trasporto, conservazione e tracciabilità restano ancorate ai principi del Regolamento (CE) n. 178/2002, garantendo la sicurezza alimentare senza appesantire gli operatori.
La legge dedica attenzione anche alla ristorazione. L’articolo 10 promuove l’uso della family bag – oggi comunemente doggy bag – come strumento per ridurre gli avanzi nei pubblici esercizi. È un intervento che, pur semplice, ha un valore culturale: normalizza una pratica che in Italia era poco diffusa, contribuendo alla prevenzione dello spreco nella fase finale della filiera.
Sul piano istituzionale, l’articolo 8 istituisce presso il Ministero delle politiche agricole un Tavolo di coordinamento permanente, con funzioni di monitoraggio, raccolta dati e diffusione delle buone pratiche. È un elemento essenziale per garantire continuità all’attuazione della legge e per mantenere un raccordo stabile tra istituzioni, enti locali, terzo settore e operatori economici.
La legge prevede inoltre misure di sostegno economico. L’articolo 11 rifinanzia il Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, mentre l’articolo 16 introduce agevolazioni fiscali per le cessioni gratuite, richiamando il d.P.R. 633/1972 in materia di IVA. L’articolo 17 consente ai Comuni di applicare riduzioni della TARI agli operatori che donano con regolarità, collegando la prevenzione dello spreco alla riduzione dei rifiuti urbani.
Nel complesso, la Legge 166/2016 costruisce un sistema che privilegia la semplificazione e la premialità, evitando un approccio sanzionatorio. È una normativa che ha anticipato molte delle linee europee sull’economia circolare e che oggi costituisce la base dei nuovi interventi legislativi. I disegni di legge attualmente all’esame della 9ª Commissione del Senato (AS 972, 1145 e 1167) non modificano l’impianto della legge, ma puntano a rafforzarla, aggiornandone gli strumenti e ampliando le misure di sensibilizzazione, semplificazione e incentivazione.
La Legge Gadda rimane dunque il riferimento normativo centrale per le politiche italiane di prevenzione dello spreco alimentare, un quadro che continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze della filiera e della società.