(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - LA RACCOLTA PORTA A PORTA: QUANDO IL “DECORO URBANO” DIVENTA UNA TRINCEA
Basta fare due passi per le strade di Antignano e Banditella per capire che qualcosa, nella raccolta porta a porta, si è inceppato da tempo. Sacchetti multicolori di ogni tipo — indifferenziata, multimateriale, carta — compaiono ovunque, lasciati a qualsiasi ora del giorno e della notte da mani rigorosamente anonime. Il risultato? Marciapiedi trasformati in percorsi a ostacoli e gabbiani che, in cerca di cibo, fanno banchetto spargendo rifiuti in intere zone della città.
E così, quelle che dovevano essere strade più decorose si trasformano spesso in vere e proprie “trincee” di sacchetti davanti ai condomìni, invalicabili per residenti, passeggini, anziani e persone con difficoltà motorie.
A pagare il prezzo di questo degrado sono innanzitutto i residenti, ma anche AAMPS, costretta a continui interventi straordinari per ripulire le aree più critiche.
Le cause? Tutti le conoscono, anche se pochi hanno il coraggio di dirlo chiaramente:
- cittadini incivili e menefreghisti che ignorano regole e calendari;
- turisti e camperisti di passaggio;
- persone che, incredibilmente, dopo anni non hanno ancora ritirato i sacchetti previsti;
- anziani in difficoltà o assistiti da badanti che cambiano frequentemente e non conoscono modalità e orari del servizio.
Negli anni il problema è stato segnalato più volte a sindaco e assessori, anche attraverso petizioni firmate dai residenti. Ma tutto è rimasto sostanzialmente immutato.
La verità, forse scomoda ma evidente, è che il porta a porta così com’è organizzato non funziona. E probabilmente non funzionerà mai.
Perché?
- Perché il livornese medio mal sopporta schemi rigidi, orari e calendari da rispettare al minuto.
- Perché molte persone anziane o fragili non riescono a gestire conferimenti così vincolati.
- Perché l’organico, soprattutto d’estate, non può restare giorni in casa, specie negli appartamenti senza balcone.
- Perché il libeccio livornese spazza via sacchetti leggeri trasformando le strade in una lotteria volante.
- Perché i sacchi abbandonati attirano inevitabilmente ratti e altri animali.
Dopo quasi cinque anni di sperimentazione dell’ordinanza comunale n. 339 del 12 novembre 2021, il bilancio appare chiaro: il “decoro urbano” promesso eliminando i cassonetti si è trasformato, troppo spesso, nel suo esatto contrario.
Serve il coraggio di ammettere che qualcosa va ripensato profondamente.
Forse la soluzione più semplice è anche la più concreta: riportare contenitori e cassonetti in punti strategici ed eliminare vincoli troppo rigidi di orari e calendari. Perché basta il comportamento scorretto di due o tre persone per trasformare un intero quartiere in una discarica a cielo aperto.
Difendere l’ambiente è giusto e necessario. Ma anche il decoro urbano, la praticità e la vivibilità della città meritano rispetto.
E forse è arrivato il momento di dirlo chiaramente: almeno sul fronte igiene urbana, questa sperimentazione ha mostrato tutti i suoi limiti.
Ferdinando Guarnieri