(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - Non c’è nessuna firma imminente all’orizzonte. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha gelato l’ottimismo della Casa Bianca durante un lungo colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron. Le parole del leader iraniano non lasciano spazio a interpretazioni: la strategia di Trump basata su “minacce e pressioni” ha fatto deragliare il percorso diplomatico.
I punti della rottura:
• La sfiducia totale: Pezeshkian ha definito l’atteggiamento degli Stati Uniti come una “pugnalata alle spalle”, ricordando che Teheran è stata attaccata militarmente proprio mentre erano in corso i negoziati.
• Il ricatto su Hormuz: Lo Stretto di Hormuz non riaprirà pienamente se gli USA non revocheranno il blocco navale e le restrizioni illegali. “La sicurezza della navigazione richiede la fine delle ostilità”, ha ribadito il presidente iraniano.
• La sponda di Macron: Clamoroso smarcamento della Francia. Macron avrebbe riconosciuto che il blocco navale USA e i continui attacchi israeliani in Libano costituiscono una violazione del cessate il fuoco, offrendosi di mediare per la revoca delle sanzioni.
Analisi: Perché l’accordo è lontano
Mentre le testate mainstream italiane parlavano ancora di “accordo vicino”, il muro contro muro tra Washington e Teheran si è inasprito. L’Iran rifiuta il memorandum di una pagina proposto da Trump se non arrivano garanzie internazionali concrete. La “guerra totale” o il blocco economico restano le uniche carte sul tavolo.
https://en.irna.ir/news/86147951/Pezeshkian-US-pressure-has-derailed-diplomacy-guarantees-needed
