(AGENPARL) - Roma, 4 Maggio 2026 - Il Maggiore Generale Ali Abdollahi, a capo del comando centrale iraniano Khatam al-Anbia, ha lanciato un avvertimento diretto alle forze armate degli Stati Uniti: qualsiasi tentativo di entrare o avvicinarsi allo Stretto di Hormuz senza coordinamento con l’Iran comporterà un attacco immediato.
La minaccia di Teheran
Secondo il Generale Abdollahi, la sicurezza dello Stretto è sotto l’esclusivo controllo delle Forze Armate della Repubblica Islamica. Il comandante ha definito i vertici americani “criminali” e l’esercito USA “terrorista”, accusando Washington di atti di pirateria nelle acque internazionali. Teheran ha inoltre avvisato i paesi sostenitori degli Stati Uniti che ogni mossa volta a alterare l’attuale situazione porterà a “rimpianti irreversibili”.
Il “Project Freedom” di Trump
L’ultimatum iraniano giunge in risposta all’annuncio del Presidente Donald Trump riguardante l’avvio del “Project Freedom”. L’amministrazione americana intende utilizzare il CENTCOM per scortare e liberare i mercantili rimasti bloccati nello Stretto a seguito delle restrizioni imposte dall’Iran. Trump ha giustificato l’operazione come una risposta alle richieste di assistenza da parte di nazioni le cui navi sono attualmente ferme nell’area.
Il contesto del conflitto
La tensione segue l’inizio delle ostilità del 28 febbraio, che hanno portato alla chiusura strategica del passaggio navale da parte dell’Iran. Dopo settimane di scontri e ondate di attacchi missilistici, Teheran ha condizionato il transito nel braccio di mare all’ottenimento di permessi specifici, mossa ora sfidata apertamente dalla nuova iniziativa navale della Casa Bianca.
