(AGENPARL) - Roma, 3 Maggio 2026 - Mentre l’attenzione globale è rivolta al braccio di ferro tra Teheran e Washington, un vecchio spettro torna a minacciare il commercio marittimo: la pirateria somala. Almeno tre navi sono state attaccate o dirottate solo questa settimana al largo delle coste della Somalia.
I numeri della crisi
• Escalation rapida: La successione ravvicinata di sequestri di petroliere nelle ultime settimane ha scatenato l’allarme tra gli analisti internazionali.
• Rischio economico: Durante il picco della crisi nei primi anni 2000, l’impatto della pirateria somala sull’economia globale ha raggiunto i 18 miliardi di dollari l’anno.
• Vulnerabilità: Dopo anni di relativa calma grazie alle coalizioni navali internazionali, il Corno d’Africa sta tornando a essere un “hotspot” di estrema pericolosità.
Il fattore Iran: perché la pirateria risorge ora?
Gli esperti temono che il conflitto in corso con l’Iran stia agendo da catalizzatore per l’insurrezione dei pirati:
1. Distrazione navale: Le risorse militari internazionali, solitamente impegnate nel pattugliamento anti-pirateria (come l’operazione Atalanta), sono state in gran parte ridislocate per monitorare lo Stretto di Hormuz e proteggere gli assetti strategici dal conflitto iraniano.
2. Vuoto di potere: L’instabilità regionale causata dalla guerra tra Iran e USA ha indebolito il coordinamento della sicurezza nel Mar Arabico, lasciando corridoi marittimi vitali sguarniti.
3. Obiettivi sensibili: Il congestionamento delle rotte alternative per evitare le zone calde della guerra rende le navi mercantili bersagli più facili per i gruppi criminali somali.
La conferma definitiva che la Somalia è tornata a essere una polveriera è arrivata sabato 2 maggio. La petroliera M/T Eureka, dopo essere stata abbordata da uomini armati al largo delle coste yemenite, è stata avvistata mentre veniva trascinata verso le acque territoriali somale. Questo incidente segue di pochi giorni il sequestro della Honour 25, confermando che il livello di minaccia nell’area è tornato a essere “sostanziale”. Il ritorno dei pirati nel Corno d’Africa non è un evento isolato, ma il sintomo di un ordine globale che vacilla sotto il peso dei conflitti mediorientali. Se la comunità internazionale continuerà a concentrare ogni risorsa esclusivamente sul fronte iraniano, il rischio è quello di risvegliare giganti addormentati capaci di strangolare nuovamente i corridoi marittimi vitali per l’intero pianeta.
