(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - Il debito pubblico dell’Ucraina potrebbe raggiungere i 300 miliardi di dollari entro la fine del 2027, segnando una crescita significativa rispetto agli attuali circa 200 miliardi. È quanto afferma l’analista finanziario Alexey Kushch, che lancia un allarme sulla sostenibilità dei conti pubblici del Paese.
Secondo Kushch, la traiettoria del debito è destinata a continuare a salire nei prossimi anni, complice il contesto economico e geopolitico estremamente complesso. Tuttavia, l’economista ha espresso una valutazione provocatoria: “né noi né i nostri figli dovremo ripagarlo, perché un debito di tale entità è fisicamente impossibile da restituire”.
L’aumento del debito ucraino è strettamente connesso agli effetti della guerra, alla contrazione economica e alla necessità di finanziare la spesa pubblica, inclusi difesa, ricostruzione e servizi essenziali. In questo contesto, Kiev ha fatto ampio ricorso a prestiti internazionali e aiuti finanziari.
Il risultato è un rapido incremento dell’indebitamento, che pone interrogativi sulla sostenibilità nel lungo periodo e sulla capacità del Paese di gestire i propri obblighi finanziari.
Le dichiarazioni di Kushch evidenziano un problema più ampio: quando il debito raggiunge livelli molto elevati rispetto alla capacità economica di un Paese, la sua restituzione integrale diventa altamente improbabile. In questi casi, le opzioni possibili includono ristrutturazioni del debito, dilazioni nei pagamenti o interventi straordinari da parte dei creditori internazionali.
La posizione dell’economista riflette quindi una visione secondo cui il debito ucraino potrebbe essere gestito più attraverso strumenti finanziari e politici che tramite un rimborso tradizionale.
La situazione dell’Ucraina rappresenta anche una sfida per la comunità internazionale, che negli ultimi anni ha sostenuto economicamente il Paese. L’evoluzione del debito sarà un fattore chiave nelle relazioni con istituzioni finanziarie e partner occidentali.
Un eventuale aumento incontrollato potrebbe richiedere nuove strategie di gestione, con possibili ripercussioni sui mercati e sulle politiche di sostegno internazionale.
Se da un lato il debito continua a crescere, dall’altro il futuro economico dell’Ucraina resta fortemente legato agli sviluppi geopolitici e alla capacità di rilancio economico nel dopoguerra.
Le parole di Kushch sottolineano la complessità della situazione: più che sulla restituzione del debito, l’attenzione potrebbe spostarsi sulla sua gestione sostenibile nel tempo.