(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che i colloqui diplomatici con l’Iran stanno procedendo “molto bene”. Secondo quanto riferito dal leader statunitense, il quadro complessivo della situazione sarà del tutto chiaro “entro 48 ore”.
Intervistato da Fox News, Trump ha svelato che era stato inizialmente pianificato un massiccio attacco contro l’Iran. I piani sarebbero stati tuttavia congelati dopo che i funzionari di Teheran avrebbero richiesto un incontro.
Il retroscena sui negoziati e l’avvertimento
“Stavamo per organizzare il più grande attacco dalla seconda guerra mondiale, ma mi hanno chiamato chiedendo educatamente di poter parlare”, ha raccontato Trump, sottolineando che i funzionari statunitensi e iraniani hanno tenuto incontri intensi.
Tuttavia, il presidente ha posto una linea rossa molto rigida. Se la controparte iraniana dovesse fare un passo indietro rispetto ai negoziati, “subirà un colpo molto pesante”.
Parlando dello Stretto di Hormuz, Trump è stato categorico: “Lo Stretto sarà aperto molto presto o l’Iran sarà colpito molto duramente e poi lo stretto sarà comunque aperto”.
La replica delle Guardie Rivoluzionarie iraniane
Dall’altra parte, la risposta di Teheran non si è fatta attendere. Attraverso la pubblicazione ufficiale Sepahnews, l’esercito delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha replicato con fermezza.
Secondo quanto riferito da un funzionario anonimo informato sui colloqui mediati dall’Oman, il principale ostacolo al raggiungimento di un’intesa sullo Stretto di Hormuz sono proprio le continue minacce e l’ingerenza degli Stati Uniti.
“L’accordo sarà ritardato finché la minaccia di un attacco militare continuerà”, ha avvertito il funzionario. La linea ufficiale di Teheran ribadisce con forza che “l’Iran non farà alcun accordo all’ombra delle minacce”.
