(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - Gli Stati Uniti potrebbero impiegare diversi anni per ricostituire le scorte di missili utilizzate durante l’operazione militare contro l’Iran. È quanto emerge da un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS), think tank con sede a Washington.
Secondo gli analisti, nei 39 giorni di campagna aerea e missilistica contro Teheran, le forze statunitensi hanno fatto ampio ricorso a sistemi d’arma avanzati, tra cui missili Tomahawk e JASSM, i Precision Strike Missile (PrSM), gli SM-6 multiuso, gli intercettori SM-3, oltre ai sistemi di difesa THAAD e Patriot.
“Il ripristino ai livelli prebellici per queste sette tipologie di munizionamento richiederà da uno a quattro anni”, si legge nel rapporto.
Gli esperti sottolineano inoltre che tali sistemi saranno cruciali anche in vista di un eventuale conflitto nell’area del Pacifico occidentale. Già prima della guerra con l’Iran, le scorte erano considerate insufficienti per affrontare uno scontro con un avversario di pari livello; una carenza che ora risulta ulteriormente aggravata.
Pur ritenendo che le attuali disponibilità siano sufficienti per proseguire le operazioni contro l’Iran, gli analisti evidenziano rischi significativi in prospettiva futura. In particolare, l’intenso utilizzo di missili Patriot, THAAD e PrSM potrebbe ridurre la capacità di Washington di fornire armamenti all’Ucraina e ad altri alleati.
Sul piano politico-diplomatico, gli Stati Uniti e Israele avevano avviato l’operazione militare contro l’Iran il 28 febbraio. Il 7 aprile, il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato una tregua di due settimane, definita “a doppio senso”. Successivamente, l’11 aprile, delegazioni di Washington e Teheran si sono incontrate a Islamabad, in Pakistan, per avviare un dialogo.
I colloqui, guidati dal vicepresidente statunitense JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, non hanno però portato a un accordo su una soluzione duratura del conflitto. Al momento resta incerta la possibilità di ulteriori negoziati, sebbene Washington abbia lasciato intendere la disponibilità a riprendere le consultazioni nei prossimi giorni.
Nelle ultime ore, il presidente Trump ha annunciato l’estensione della tregua con l’Iran poco prima della sua scadenza.
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