(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - «Come Sindaco del Comune di Ventasso, sento il dovere di intervenire con fermezza rispetto alle decisioni assunte dall’AUSL di Reggio Emilia sul nostro territorio.
Dai dati ufficiali trasmessi emerge con chiarezza un fatto grave: le scelte compiute non sono state condivise con l’Amministrazione comunale. Emblematica, in tal senso, è la chiusura della Guardia Medica a fine 2023: una proposta portata nelle sedi istituzionali provinciali, ma mai discussa nelle sedi distrettuali. Decisioni di questa portata non possono essere calate dall’alto senza alcun confronto e, cosa ancora più grave, finiscono poi per essere impropriamente attribuite al Sindaco, generando confusione nei cittadini e scaricando responsabilità che non competono all’Amministrazione comunale.
Si tratta, soprattutto, di scelte che hanno comportato una progressiva riduzione dei servizi a scapito dei cittadini. Questo è inaccettabile.
Oggi il servizio di infermiere di comunità risulta di fatto operativo con una presenza limitata rispetto alle esigenze del territorio, per un bacino di assistiti che nella realtà appare significativamente più ampio rispetto a quanto dichiarato da AUSL.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: la presenza oraria delle infermiere di comunità è estremamente limitata e frammentata nelle diverse frazioni, poiché le stesse figure vengono impiegate anche in altri contesti comunali per sopperire alla carenza di personale all’interno delle Case della Comunità. Una situazione che rappresenta, nei fatti, un ulteriore ridimensionamento rispetto al passato.
Va inoltre ricordato che questo è l’unico territorio per il quale la precedente amministrazione non ha mai richiesto un presidio socio-sanitario, pur in presenza della popolazione mediamente più anziana della provincia.
Queste decisioni risultano ancora più incomprensibili se confrontate con quanto dichiarato all’atto della fusione dei Comuni: ai territori montani fusi sarebbero state riconosciute premialità e maggiori attenzioni. Oggi, invece, assistiamo all’esatto contrario, con una progressiva scomparsa dei presidi socio-sanitari proprio nel comune più anziano, più periferico e con un territorio estremamente vasto.
A ciò si aggiunge un’altra mancanza grave: circa un anno fa era stata condivisa la necessità di avviare da subito servizi di telemedicina, fondamentali per un territorio come il nostro. Eppure, ad oggi, nulla è stato realizzato. Nessun passo concreto, nessun servizio attivato.
Non si tratta di episodi isolati, ma di una tendenza che denunciamo da anni: il progressivo indebolimento dei servizi sanitari sul territorio montano. Una spirale che produce un doppio danno: da un lato i cittadini ricevono meno assistenza, dall’altro i Sindaci si trovano a rispondere di scelte calate dall’alto.
Preoccupa, inoltre, quanto emerso anche nell’ultima seduta della CTSS, dove si continua a portare avanti decisioni strategiche senza considerare minimamente le specificità e le esigenze dei territori montani di crinale, generando disparità tra territori simili. Un approccio che non è più sostenibile e che finisce per creare differenze inaccettabili tra cittadini.
Per questo, oggi, la richiesta è chiara e non più rinviabile: ridare dignità al territorio di Ventasso, a partire dai servizi socio-sanitari in capo alla Regione Emilia-Romagna, che ha già riconosciuto progettualità specifiche per le aree del crinale modenese. Occorre quindi ripristinare servizi sanitari adeguati, rafforzare la presenza degli operatori e mantenere gli impegni presi.
Non chiediamo privilegi, ma equità.
Ventasso deve essere protagonista, non spettatore. Deve pesare nelle scelte, non subirle. Deve rivendicare il proprio ruolo con dignità, senza subalternità.
Non si tratta di isolamento, ma di rappresentanza. Si tratta di riconoscere con chiarezza che un territorio vasto, complesso e strategico, nato da una fusione che avrebbe dovuto essere premiante, ha il diritto di essere considerato per ciò che è. A partire da un principio fondamentale: i servizi socio-sanitari devono essere garantiti a tutti i cittadini, senza distinzioni.
I nostri cittadini hanno diritto agli stessi livelli di assistenza e qualità dei servizi che sono garantiti in altri territori.
Su questo punto non arretreremo. Servono risposte e fatti concreti, e servono subito.»
Enrico Ferretti, Sindaco Comune di Ventasso (RE)
