(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - La Romania si avvia verso una nuova fase di instabilità politica, dopo che il Partito Socialdemocratico (PSD) ha annunciato l’intenzione di ritirare il proprio sostegno al primo ministro Ilie Bolojan. La decisione, secondo quanto riportato dai media locali, dovrebbe essere formalizzata a seguito di una votazione interna al partito.
Contestualmente, il PSD si prepara a ritirare i propri ministri dal governo e a chiedere ufficialmente le dimissioni del premier, aprendo di fatto una crisi istituzionale. L’emittente Antena 3 CNN riferisce che la mossa potrebbe essere annunciata già nelle prossime ore.
Il presidente Nicusor Dan ha dichiarato che, una volta formalizzata la decisione, avvierà una serie di consultazioni con le forze politiche per individuare una soluzione. “Ci saranno uno, due o tutti i round necessari”, ha affermato, lasciando intendere che il percorso potrebbe essere complesso. Ha inoltre escluso esplicitamente qualsiasi coinvolgimento del partito di estrema destra AUR in un eventuale nuovo esecutivo.
Tra gli scenari sul tavolo vi è anche la sostituzione dello stesso Bolojan, anche se il presidente ha sottolineato che la questione non riguarda rapporti personali ma esclusivamente la stabilità politica del Paese.
Il primo ministro, tuttavia, ha respinto le pressioni e ha dichiarato che non intende dimettersi. Ha affermato che, qualora il PSD ritiri i propri ministri, procederà con nomine ad interim per garantire la continuità dell’azione di governo, nel rispetto della Costituzione.
Dal canto suo, il PSD ha alzato ulteriormente i toni. Il senatore Daniel Zamfir ha dichiarato che l’esecutivo “ha perso la maggioranza” e non può più governare senza il sostegno parlamentare del partito, lasciando aperta la possibilità di una mozione di sfiducia.
Le tensioni si riflettono anche sugli altri partiti della coalizione. Il Partito Nazionale Liberale (PNL) ha convocato una riunione d’emergenza per definire la propria posizione, mentre l’Unione Salva la Romania (USR) ha dichiarato che continuerà a sostenere temporaneamente Bolojan.
Più cauta la posizione dell’UDMR, che ha escluso il sostegno a una mozione di sfiducia ma ha evidenziato come senza il PSD sia difficile formare una maggioranza stabile. Il partito ha inoltre invitato alla moderazione, avvertendo che una crisi prolungata potrebbe rafforzare le forze politiche più radicali.
Il presidente Dan ha riconosciuto il rischio di una fase di “turbolenza politica”, ma ha sottolineato che resta un consenso trasversale su alcune priorità fondamentali, tra cui il mantenimento della stabilità fiscale e l’attuazione dei programmi di ripresa finanziati dall’Unione europea.
Nei prossimi giorni sono attese nuove consultazioni per cercare una soluzione che eviti un prolungato stallo istituzionale e garantisca la continuità governativa.