(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - condanna il futuro del Paese
"Questa destra si accorge oggi di quello che noi diciamo da tempo:
l'aumento delle spese in armamenti è insostenibile dal punto di vista
sociale. Non è come dice Giorgia Meloni, che si prepara la pace preparando
la guerra. È esattamente il contrario: la pace si prepara preparando la
pace. Nel mondo la spesa militare è arrivata a 2.888 miliardi di euro, una
cifra enorme, eppure i conflitti sono aumentati. Altro che stabilità con le
armi. L'idea che più armamenti significhino più sicurezza è stata smentita
dai fatti. L'ipocrisia del governo è inaccettabile.
Meloni ha accettato il ricatto di Donald Trump del 5% del Pil in armamenti:
significa 40 miliardi di euro in più l'anno per i prossimi dieci anni,
ovvero 400 miliardi. Una scelta gravissima, mentre l'Italia è già la decima
potenza militare al mondo e mentre le vere priorità del Paese sono altre:
gli stipendi degli italiani, la sanità, i trasporti, la scuola, la ricerca
pubblica, su cui siamo tra i più bassi in Europa.
Sul tema della difesa europea, il punto non è rilanciare la corsa agli
armamenti. L'Europa spende già 650 miliardi di euro l'anno in armamenti,
più del doppio della Russia.
Il problema è l'impostazione sovranista di chi come Giorgia Meloni e il
ministro Crosetto, pensano a riarmare i singoli Stati membri. Noi diciamo
l'opposto: serve una politica estera e di difesa comune europea, più forte.
