(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - La nuova ondata di rincari legata alle tensioni in Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi di benzina, gasolio e GPL, mettendo in difficoltà tre settori chiave dell’economia italiana: autotrasporto, agricoltura e pesca. Per evitare un blocco delle attività e un aumento dei prezzi al consumo, il Governo è intervenuto con due decreti – DL 33/2026 e DL 42/2026 – che introducono misure urgenti per contenere i costi.
Il provvedimento più immediato è il taglio temporaneo delle accise, valido dal 19 marzo al 1° maggio 2026, che riduce il prezzo alla pompa di circa 20 centesimi al litro (24,4 con IVA). La riduzione è estesa anche ai biocarburanti avanzati come HVO e biodiesel, per evitare squilibri di mercato.
Accanto al taglio delle accise, il decreto prevede crediti d’imposta mirati. Gli autotrasportatori possono beneficiare di un credito fino al 28% della spesa per gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio, calcolato rispetto ai prezzi pre-crisi. Per i mezzi più efficienti (Euro V e VI) resta attivo anche il credito di 22 centesimi al litro già previsto in passato. Le associazioni del settore apprezzano l’intervento, ma segnalano criticità operative: sovrapposizioni tra bonus e accise, tempi di erogazione e rischio che la riduzione alla pompa venga assorbita dai contratti di trasporto.
Per agricoltori e pescatori, il decreto introduce un credito d’imposta del 20% sul carburante acquistato nel mese di marzo 2026, con un plafond di 30 milioni di euro. Il credito è utilizzabile in compensazione fino al 31 dicembre 2026. Le associazioni agricole attendono ora i decreti attuativi del MASAF, mentre quelle della pesca giudicano insufficienti i fondi UE aggiuntivi.
Accanto alle misure nazionali, alcune Regioni stanno intervenendo con aiuti propri. La Sicilia ha stanziato 30 milioni di euro a fondo perduto per autotrasporto, agricoltura e pesca, utilizzando risorse europee. L’Umbria ha aumentato all’80% l’anticipo del carburante agricolo agevolato e ha riaperto i termini UMA.
Il quadro che emerge è quello di un Paese che cerca di contenere un’emergenza energetica che rischia di trasformarsi in una crisi produttiva. Le associazioni chiedono però interventi più strutturali: regole più chiare, tempi rapidi, criteri uniformi e una strategia che riduca la dipendenza dai combustibili fossili. Il confronto con la Spagna mostra infatti che un approccio più orientato alla transizione energetica può produrre risultati più duraturi.
Il decreto carburanti ha offerto ossigeno immediato, ma la sfida vera resta costruire una politica energetica capace di proteggere nel lungo periodo i settori che tengono in piedi l’economia reale.