(AGENPARL) - Roma, 18 Aprile 2026 - “L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento per sviluppare lo spirito critico, senza automazione e per costruire una società più equa e che garantisca il diritto a un’istruzione davvero democratica. Non può esserci conflitto tra tecnologia e didattica se rimaniamo al centro del processo educativo: la metà degli under 15 usa l’IA per risposte afferenti all’affettività, dobbiamo ricordare loro che ogni anima unica e irripetibile cresce anche nel confronto della vita con tutta la comunità educante”. Lo ha dichiarato Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente Accademia CESI – Independent Trade Union Europe, oltre che presidente nazionale Anief.
Pacifico, che ha espresso tali concetti anche in Senato, a Palazzo Giustiniani, durante un Convegno sull’intelligenza artificiale, organizzato dal M5S: “il tema dell’intelligenza artificiale – ha aggiunto Pacifico – è molto importante, a partire dall’incidenza sulla scuola e sulla formazione delle nuove generazioni: l’IA deve servire quindi per lavorare nell’ambito dell’offerta formativa e dell’apprendimento con maggiore dignità, come anche in tutta la pubblica amministrazione”.
Anche Antonio Naddeo, presidente Aran, intervenuto alcuni mesi fa durante il congresso Equalpro “Il lavoro delle donne nel pubblico impiego e la sfida dell’intelligenza artificiale“, organizzato da Anief, Cesi e Cisal, svolto a Terrasini, in provincia di Palermo, aveva detto che occorre un utilizzo oculato dell’intelligenza artificiale, più trasparenza nelle progressioni di carriera che oggi favoriscono fortemente gli uomini, disponibilità a riqualificarsi a livello professionale per rispondere ai cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie.
Il numero uno dell’Aran aveva anche rimarcato che “nessun dipendente pubblico ha perso o perderà il lavoro per l’innovazione tecnologica, a patto che vadano aggiornati e ri-professionalizzati in modo oculato. Inoltre, serve un intervento massiccio dell’IA sui lavoratori della pubblica amministrazione, in particolare sulle donne. Occorre poi creare una rappresentanza femminile qualificata, ad iniziare da chi si è laureato nelle discipline Stem, e non si tratta di garantire solo le quote rosa”. Naddeo aveva quindi posto alcuni interrogativi. “Cosa c’è dietro l’IA generativa, come ChatGpt? Siamo sicuri che la risposta sia esatta? Oggi no, quindi occorre lavorare sui risultati”.