(AGENPARL) - Roma, 11 Aprile 2026 - “Sono ore cruciali per l’Europa e lo scenario internazionale, dall’Ungheria al voto – e aspettiamo i risultati della volontà del popolo ungherese – ai negoziati a Islamabad sulla tregua in Iran. Partiamo da una consapevolezza: come ha ribadito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’Europa è una realtà necessaria, e questo gli Stati Uniti, nostri alleati, lo sanno.
In un mondo in fiamme, rafforzare la nostra sicurezza e la nostra difesa è una priorità, con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica. Ma non solo, proteggere anche la nostra identità, i nostri valori europei, il nostro tessuto economico-sociale, anche questo è difesa. Il Governo Meloni si è mosso in questi giorni per risolvere la crisi energetica e, al tempo stesso, da protagonista in Europa, per in ogni modo favorire il dialogo in Medio Oriente. Il costante contatto con le istituzioni europee del governo italiano, l’ho personalmente constatato, è apprezzato. Pochi giorni fa il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stéphane Séjourné, è venuto di fronte a una platea numerosa di parlamentari e, in piena sintonia con il governo Meloni fra l’altro, ha detto che sull’energia si prendono con particolare attenzione le indicazioni che provengono dall’Italia. È stata approvata la manovra sulle accise, che ha carattere temporaneo, ma si sta cercando di affrontare in modo strutturale il tema di un progresso verso delle modulazioni del mercato dell’energia che siano compatibili con la realtà italiana. E non solo, sulle tariffe, ha citato ad esempio il fatto di quanto l’Italia sia stata garantita nell’industria dell’acciaio e metalli alluminio da una desertificazione cinese, elevando al 50% i dazi sulle importazioni siderurgiche cinesi, una misura che riguarda soprattutto l’Italia. Sulla crisi in Medio Oriente, poi, il Governo Meloni ha svolto un ruolo importante all’interno dell’Ue, ricordo il documento firmato insieme agli altri leader europei tre giorni fa sul cessate il fuoco anche in Libano, e ancora i documenti firmati nel viaggio nei Paesi del Golfo da parte del Presidente Meloni – viaggio svolto in primis per affrontare il tema degli approvvigionamenti energetici alternativi ma al tempo stesso anche per contribuire a una deescalation, a una diminuzione della tensione e quindi a una tregua. Ora si vedrà in queste ore come i negoziati procederanno, ma la tregua era un primo, seppur fragile per sua natura, passo necessario. Così come si è trattato sull’Ucraina, o ancora sui dazi, infine sul Libano, il Governo Meloni ha contribuito con responsabilità e fermezza nel metter giù i punti in chiaro, al contrario di altri che – al posto di parlare di deterrenza – continuano a fare i pacifinti, per usare un termine pannelliano. Contribuire a un significativo rafforzamento delle condizioni politiche e della capacità di deterrenza delle forze armate libanesi nei confronti dei terroristi di Hezbollah, col fine di arrivare a un loro disarmo, è necessario. È altresì contraddittorio – come fanno il Movimento 5 Stelle e altre parti della sinistra – invocare la pace senza prendere decisioni per rafforzare le capacità di deterrenza dello Stato libanese nei confronti dei terroristi sostenuti dall’Iran, nel quadro delle risoluzioni dell’Onu. Così come è una contraddizione parlar di pace senza poi aderire a programmi di rafforzamento della difesa dell’Ucraina, ai sensi dell’art. 51 dello statuto Onu siano sulla legittima difesa, che sta subendo da più di quattro anni la criminale aggressione russa”.
Cosi Il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, presidente della commissione Politiche Ue in Senato intervenendo a Skytg24