(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - Il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, riunito oggi a Lussemburgo, ha deciso di non procedere per il momento alla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, nonostante la richiesta formale presentata da Spagna, Irlanda e Slovenia.
Il punto sulla posizione italiana:
• La linea del rinvio: Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che la questione non è stata messa ai voti nella sessione odierna. “Nessuna decisione sarà presa oggi”, ha dichiarato Tajani, indicando la necessità di ulteriori approfondimenti e fissando la prossima valutazione al Consiglio di maggio 2026.
• Asse Roma-Berlino: L’Italia ha mantenuto una posizione di cautela, allineandosi a quella della Germania. La linea prevalente è quella di mantenere aperto il canale del dialogo politico previsto dall’accordo, piuttosto che utilizzare la leva delle sanzioni commerciali o della sospensione dei patti del 1995.
• Le motivazioni delle minoranze: Di contro, Madrid, Dublino e Lubiana hanno ribadito la necessità di agire sulla base dell’Articolo 2 del trattato, che subordina la cooperazione economica al rispetto dei diritti umani, citando la situazione umanitaria a Gaza e i recenti sviluppi in Cisgiordania.
Al momento, il blocco dei Paesi guidati da Italia e Germania garantisce il mantenimento dello status quo commerciale tra Bruxelles e Tel Aviv, rimandando il dibattito sulle clausole di rispetto dei diritti umani ai prossimi vertici primaverili.
