(AGENPARL) - Roma, 10 Aprile 2026 - “Durante l’ultima audizione dei rappresentanti dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) la domanda che è emersa è se vogliamo uno Stato che ci aiuta a fare le cose bene o che ci costringe a perderci nella burocrazia. Se le amministrazioni non si parlano, se il cittadino o l’impresa devono ripetere dieci volte la stessa informazione e orientarsi in un labirinto di procedure incoerenti, costruiamo un ambiente in cui l’errore, l’opacità e l’elusione trovano spazio penalizzando chi vuole fare le cose correttamente”. Dichiara in una nota Giulio Centemero, deputato, capogruppo della Lega in commissione Finanze e vicepresidente commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria. “Ecco perché, ad esempio, anche la lotta all’evasione fiscale non si fa solo inseguendo i problemi quando sono esplosi ma si fa costruendo uno Stato più semplice e più capace di usare bene le informazioni che già possiede. “Interoperabilità” è la parola che spiega come le amministrazioni pubbliche devono essere in grado di parlarsi tra loro in modo sicuro, tracciabile, tempestivo e ordinato. Una ovvietà che in Italia, dove vigeva un modello inefficiente che scaricava sui cittadini e sulle imprese il costo della disorganizzazione dello Stato, non lo è stata. Ora sentiamo parlare di “digitalizzazione” – prosegue il parlamentare – ma non è una bacchetta magica perché se il digitale aggiunge complicazione non è innovazione. Così come l’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente ed aiutare lo Stato a essere più preciso e meno dispersivo, ma non può diventare la nuova religione amministrativa. Il contribuente corretto chiede di essere messo nelle condizioni di fare bene, di superare la burocrazia anche quella digitale. La sfida vera – conclude Centemero – è più ambiziosa: usare il digitale per ripensare il rapporto tra Stato, cittadino e impresa per avere meno adempimenti inutili, più qualità e circolazione dei dati pubblici e più tutela per chi agisce correttamente. Quindi se vogliamo uno Stato più snello, veloce ed equo che combatta davvero l’evasione fiscale dobbiamo avere il coraggio di semplificarlo”.
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