(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - 7 aprile 1926: cento anni fa, in una clinica nei pressi di Cannes, moriva Giovanni Amendola, figura autorevole del liberalismo democratico e oppositore del fascismo.
Giornalista, deputato e pensatore politico, Amendola difese con fermezza i principi dello Stato di diritto e della libertà parlamentare negli anni più difficili della crisi dello Stato liberale.
Già duramente critico nel dibattito sulla legge elettorale del 1923, Amendola inasprì la sua opposizione al regime dopo il delitto Matteotti, facendosi promotore del cosiddetto “Aventino”, nonché del Manifesto degli intellettuali antifascisti, scritto da Croce su sua proposta e pubblicato il 10 maggio 1925 sul giornale da lui fondato, “Il Mondo”.
Individuato come uno degli avversari più temibili del regime, Amendola fu vittima di diverse aggressioni da parte degli squadristi fascisti, l’ultima delle quali il 25 luglio del 1925, sulla strada tra Montecatini e Pistoia. Le lesioni riportate, pur non conducendolo immediatamente alla morte, produssero conseguenze che gli furono fatali di lì a pochi mesi.
Nella foto, la camicia che Amendola indossava il giorno dell’aggressione, conservata presso l’Archivio storico della Camera.
