(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2026 - In Francia si accende il dibattito politico dopo la decisione di diversi sindaci del Rassemblement National di rimuovere la bandiera dell’Unione Europea dai municipi, sostituendola con quella nazionale.
La scelta, adottata in alcune città tra cui Carcassonne, Cagnes-sur-Mer e Harnes, ha suscitato forti reazioni nel panorama politico. Il neoeletto sindaco di Carcassonne, Christophe Barthès, ha dichiarato che “l’unica bandiera valida” è quella francese, rivendicando la centralità dell’identità nazionale.
La decisione ha incontrato una dura opposizione da parte di esponenti del governo e dell’area centrista. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha definito la rimozione della bandiera europea un “tradimento dell’identità”, sottolineando il valore simbolico dell’UE come espressione di unità, solidarietà e cooperazione tra i popoli europei.
Anche la Commissione europea ha ribadito il significato della bandiera come simbolo di valori condivisi e di aspirazioni comuni. Tuttavia, la leader del partito, Marine Le Pen, ha difeso la libertà dei sindaci di decidere autonomamente, richiamando il risultato del referendum del 2005 sulla Costituzione europea, in cui i francesi respinsero una maggiore integrazione.
Nel dibattito è intervenuto anche il deputato Jean-Philippe Tanguy, che ha criticato il ruolo di Bruxelles, mentre voci interne alla stessa area politica, come Marion Maréchal, hanno invitato a non abbandonare il simbolo europeo ma piuttosto a reinterpretarlo in chiave identitaria.
La vicenda riflette le tensioni crescenti tra sovranità nazionale e integrazione europea, riaccendendo un confronto destinato a influenzare il dibattito politico francese ed europeo nei prossimi mesi.