(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2026 - Mosca sta prendendo in considerazione un possibile ritiro preventivo dai mercati energetici europei, in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche e alle nuove restrizioni previste dall’Unione Europea. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la questione è attualmente oggetto di un’analisi approfondita.
Secondo Peskov, il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il governo di valutare la fattibilità di un’uscita anticipata dal mercato europeo del gas. “La questione è complessa e richiede uno studio dettagliato, considerando tutte le variabili attuali”, ha spiegato durante un briefing ufficiale.
Il contesto internazionale, segnato dalla guerra nell’area iraniana, sta contribuendo a una forte instabilità del mercato energetico globale. “Ci troviamo in una fase di grave turbolenza, che rende estremamente difficile prevedere l’evoluzione della domanda e dei prezzi”, ha aggiunto il portavoce.
La riflessione strategica del Cremlino arriva mentre l’Unione Europea si prepara a introdurre ulteriori restrizioni sull’importazione di idrocarburi russi. A partire dal 25 aprile, Bruxelles dovrebbe avviare nuove misure che potrebbero culminare in un divieto totale entro il 2027, includendo anche il gas naturale liquefatto (GNL).
In questo scenario, Putin ha suggerito che potrebbe risultare più vantaggioso per la Russia anticipare le mosse europee, evitando di subire un’uscita forzata dal mercato. L’alternativa sarebbe quella di reindirizzare le forniture energetiche verso partner considerati più strategici e affidabili.
La decisione finale non è ancora stata presa, ma il segnale è chiaro: Mosca sta rivalutando profondamente il proprio ruolo nei mercati energetici europei, in un contesto sempre più segnato da tensioni politiche e ridefinizione degli equilibri globali.
